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"Educazione alla Mondialità"

‘Dialoghi su un altro pianeta 2003-’04’

di Giorgio Ferroni

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Progetto di educazione alla mondialità per insegnanti e studenti del secondo ciclo delle scuole elementari,  delle medie inferiori  e di  istituti  di  istruzione secondaria superiore.

I. INTRODUZIONE E CONTESTUALIZZAZIONE
1. Contesto culturale e sociale

2. Contesto educativo

3. I progetti realizzati e in corso
 
II. VERSO UN’EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ

 
III. STRATEGIA D’INTERVENTO
1. Finalità

2. Obiettivi specifici
3. Risultati attesi
4. Attività
5. Fattori esterni
 
IV. REALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO

1. La relazione

2. Il metodo

3. I contenuti

4. Monitoraggio
5. Valutazione

 



II.   VERSO UN’EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ.
 

L’educazione  alla mondialità non costituisce una disciplina a sé stante, né ha tanto meno la presunzione di sostituirsi alle materie curricolari. E’, al contrario, una struttura che connette, organizza i nessi, fa emergere e articola i collegamenti trasversali esistenti – ma non sempre espliciti – fra i curricula verticali dei diversi insegnamenti. In tal senso si pone al servizio, integrandola, della didattica tradizionale, facendo della relazione – tra persone, metodi, tematiche e discipline – l’orizzonte, il metodo e l'oggetto della propria ricerca.  

In generale l’organizzazione di qualunque percorso formativo presuppone la predisposizione di sfondi, attività ed esperienze che consentano al soggetto di acquisire, sviluppare e manifestare intelligenze e competenze diversificate. In tal senso l’educazione alla mondialità si caratterizza come una proposta pedagogica, didattica ed esperienziale organizzata intorno a valori  di fondo e principi operativi in parte comuni ad ogni educazione in quanto tale, e in parte suoi caratteristici:


      pensiero critico, che attraverso la decostruzione di miti e stereotipi, promuova una pedagogia della resistenza alla passività, all’alienazione e al conformismo;

      valorizzazione delle dinamiche divergenti (in merito a contenuti, opinioni e differenti espressioni individuali), piuttosto che del consenso – sia pure a sfondo cooperativo e solidaristico – quale obiettivo da perseguire a tutti i costi nell’indagine comune;

      senso della complessità, della struttura a rete dei fenomeni e del loro studio, in un’ottica di approccio ai problemi di tipo sistemico-relazionale;

      ricerca e approfondimento di tipo analogico e metaforico (oltre all’indispensabile messa in comune dei tradizionali contenuti di tipo storico, politico, economico, statistico, ecc.), perseguiti anche mediante l’utilizzo di materiali letterari, figurativi, poetici, musicali, coinvolgendo i vissuti personali e la sfera emozionale e affettiva;

      dinamismo identità/alterità, come affermazione parallela di un sé equilibrato e del riconoscimento dell’altro, sperimentando un’accettazione non scontata (e quindi superficiale e ideologica) della differenza, quanto piuttosto il valore della diversità come sfida e risorsa da affrontare nel proprio quotidiano: un percorso dalla chiusura, alla tolleranza, alla convivialità;

      ottica multiculturale e interculturale, fondata sulla percezione dell’universalità dei valori dell’essere umano e – nello stesso tempo – della contingenza storica delle varie espressioni culturali particolari;

      allargamento dell’orizzonte esistenziale alla dimensione planetaria e al senso dell’interdipendenza di ogni individuo e di ogni popolo: dal localismo, alla prossimità, alla transnazionalità;

      contiguità e intreccio dinamico tra dimensione cognitiva ed esistenziale, per cui una conoscenza può considerarsi acquisita soltanto una volta che le sia stato attribuito un senso, un significato per l’individuo;

      consapevolezza della responsabilità e della progettualità – individuali e sociali – verso il futuro, personale, di gruppo e di specie;

     
opzione per la cooperazione piuttosto che per la competizione, riconoscendo ed elaborando il conflitto, e – attraverso la distinzione tra aggressività distruttiva o produttiva – sperimentando la gestione nonviolenta del conflitto stesso.

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