I. INTRODUZIONE E CONTESTUALIZZAZIONE
1. Contesto culturale e sociale
2. Contesto
educativo
3. I
progetti realizzati e in corso
II. VERSO UN’EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ
III. STRATEGIA D’INTERVENTO
1. Finalità
2. Obiettivi specifici
3. Risultati attesi
4. Attività
5. Fattori esterni
IV. REALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO
1. La relazione
2. Il metodo
3. I contenuti
4. Monitoraggio
5. Valutazione
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II. VERSO
UN’EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ.
L’educazione alla mondialità non costituisce una disciplina a sé stante, né ha tanto meno la
presunzione di sostituirsi alle materie curricolari. E’, al contrario, una struttura
che connette, organizza i nessi, fa emergere e articola i collegamenti
trasversali esistenti – ma non sempre espliciti – fra i curricula verticali dei diversi insegnamenti. In tal senso si pone
al servizio, integrandola, della didattica tradizionale, facendo della relazione – tra persone, metodi,
tematiche e discipline – l’orizzonte, il metodo e l'oggetto della propria
ricerca.
In generale l’organizzazione di
qualunque percorso formativo presuppone la predisposizione di sfondi, attività
ed esperienze che consentano al soggetto di acquisire, sviluppare e manifestare
intelligenze e competenze diversificate. In tal senso l’educazione alla
mondialità si caratterizza come una
proposta pedagogica, didattica ed esperienziale organizzata intorno a valori
di fondo e principi operativi
in parte comuni ad ogni educazione in quanto tale, e in parte suoi
caratteristici:
●
pensiero critico, che attraverso la
decostruzione di miti e stereotipi, promuova una pedagogia della resistenza
alla passività, all’alienazione e al conformismo;
●
valorizzazione
delle dinamiche divergenti (in merito
a contenuti, opinioni e differenti espressioni individuali), piuttosto che del
consenso – sia pure a sfondo cooperativo e solidaristico – quale obiettivo da
perseguire a tutti i costi nell’indagine comune;
●
senso della complessità, della
struttura a rete dei fenomeni e del loro studio, in un’ottica di approccio ai
problemi di tipo sistemico-relazionale;
●
ricerca
e approfondimento di tipo analogico e
metaforico (oltre all’indispensabile messa in comune dei tradizionali
contenuti di tipo storico, politico, economico, statistico, ecc.), perseguiti
anche mediante l’utilizzo di materiali letterari, figurativi, poetici,
musicali, coinvolgendo i vissuti personali e la sfera emozionale e affettiva;
●
dinamismo identità/alterità, come affermazione parallela di un sé equilibrato
e del riconoscimento dell’altro, sperimentando un’accettazione non scontata (e
quindi superficiale e ideologica) della differenza, quanto piuttosto il valore
della diversità come sfida e risorsa da affrontare nel proprio quotidiano: un
percorso dalla chiusura, alla tolleranza, alla convivialità;
●
ottica multiculturale e interculturale,
fondata sulla percezione dell’universalità dei valori dell’essere umano e –
nello stesso tempo – della contingenza storica delle varie espressioni
culturali particolari;
●
allargamento
dell’orizzonte esistenziale alla dimensione
planetaria e al senso
dell’interdipendenza di ogni individuo e di ogni popolo: dal localismo,
alla prossimità, alla transnazionalità;
●
contiguità
e intreccio dinamico tra dimensione
cognitiva ed esistenziale, per cui una conoscenza può considerarsi
acquisita soltanto una volta che le sia stato attribuito un senso, un
significato per l’individuo;
●
consapevolezza
della responsabilità e della progettualità – individuali e sociali –
verso il futuro, personale, di gruppo e di specie;
●
opzione per la cooperazione
piuttosto che per la competizione, riconoscendo ed elaborando il conflitto, e –
attraverso la distinzione tra aggressività distruttiva o produttiva –
sperimentando la gestione nonviolenta del conflitto stesso.
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