Il
governo del fenomeno della migrazione si attua
con una concreta politica di cooperazione allo sviluppo.
XV Settimana di Educazione
alla Mondialità Uomini in cammino. Migrazione
e Cooperazione Internazionale.
22-27 agosto Rifreddo di Pignola, Potenza
La migrazione non può essere affrontata
solo con la revisione di una legge che dimostra, a distanza
di più di un anno dal suo promulgamento, la faraginosità
del pensiero politico che lha sostenuta e la fragilità
delle norme applicative; bisogna governare il fenomeno
con un concreto programma politico di cooperazione internazionale
in grado di investire in modo concreto ed adeguato,
nel medio e lungo termine, sullo sviluppo dei Paesi
del Sud del mondo. con queste parole Antonio
Raimondi, presidente del VIS Volontariato
Internazionale per lo Sviluppo, ha aperto a Rifreddo
di Pignola, Potenza, la XV Settimana di Educazione alla
Mondialità dedicata questanno al tema della
Migrazione e della Cooperazione Internazionale.
La legge BossiFini è un insulto
alla millenaria civiltà italiana ha dichiarato
il presidente del VIS allidea che prima
di tutto viene la persona con le sue esigenze e le sue
capacità, al di là della visione dellimmigrato
come sola forza lavoro o come semplice straniero. Non
si tratta di procedere a dei semplici tagliandi, ma
va rivisto il fenomeno nel suo insieme come effetto
di scelte politiche effettuate nel passato, come prodotto
di un divario Nord-Sud mai così ampio in altri
periodi della storia dellumanità, come
conseguenza di un sistema globale in grado di produrre
molto, ma incapace di ridistribuire in modo equo. Ed
i programmi di cooperazione sono lunico strumento
capace, con lautosviluppo dei territori, di invertire
questo movimento di massa.
Ma soprattutto, hanno ribadito i diversi relatori intervenuti
nelle prime due giornate, il fenomeno della migrazione
non è uno spostamento inesorabile di poveri disgraziati
richiamati dallopulenza del Nord del mondo a cui
opporre leggi o eserciti, bisogna comprendere che ci
si trova di fronte a uomini e donne spinte sì
dalla disperazione delle condizioni dei propri Paesi,
ma ciascuno con una propria individualità, dignità
e portatore di una propria cultura a cui dobbiamo rispetto
ed attenzione. Bisogna rovesciare i parametri di valutazione
dellaltro: non consideriamo limmigrato come
privo di ricchezza sottoponendolo al metro economico,
caro al sistema occidentale, e riducendolo da persona
a vittima di situazioni di vita inaccettabili ed imprevedibili,
dobbiamo considerarlo come persona con una propria identità,
proprie scelte, proprie richieste, proprie idee e propri
giudizi se vorremo avviare un processo effettivo di
costruzione di un futuro sostenibile.
La settimana prosegue martedì 24 agosto con gli
interventi Immigrazioni e nuove povertà di Vittorio
Nozza, Presidente Caritas, e Immigrazione per lavoro
di Sergio Briguglio, esperto di politiche immigratorie.
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