Per ricostruire la speranza e dare l’opportunità
alle popolazioni di sperare nel proprio futuro stiamo
realizzando innanzitutto progetti di costruzione
di nuove case, qualora non ci sia la possibilità
di riparare quelle danneggiate. Abbiamo coinvolto
negli interventi i capifamiglia e i ragazzi in età
lavorativa perché partecipino direttamente
alla ricostruzione delle abitazioni, in modo da offrire
loro la possibilità di avere un guadagno e
di contribuire alla ripresa della vita quotidiana
delle proprie famiglie.
Stiamo riavviando attività generatrici
di reddito, quali la pesca, il commercio
al dettaglio e l’artigianato, per permettere
alle famiglie di ricominciare a sostentarsi autonomamente.
Grazie ai corsi di formazione professionale
(meccanica, edilizia, falegnameria, informatica, saldatura,
agricoltura, artigianato, taglio e cucito, ricamo,
ecc.) cerchiamo di dare ai giovani l’opportunità
di imparare un mestiere e contribuire alla rinascita
del proprio Paese.
Nel contempo stiamo potenziando e sostenendo i centri
di accoglienza per i ragazzi colpiti dalle
conseguenze dello tsunami e per quelli a rischio di
emarginazione sociale, nonché i presidi
sanitari per l’assistenza medica di
base e per il sostegno psicologico, attività
rese necessarie dopo la tragedia del maremoto.