13 marzo 2007
L'Africa è protagonista a Roma
senza emergenze
Per la prima volta si è parlato
di Africa senza partire da un’emergenza. Se ne è discusso
nel corso del convegno/dibatto “L’Africa
in pista”, promosso dal VIS – Volontariato
Internazionale per lo Sviluppo e dall’Assessorato
comunale alle Politiche Giovanili, ai rapporti con le Università e
alla Sicurezza, con il patrocinio del Comune di Roma, che
si è tenuto presso la Sala della Protomoteca in
Campidoglio alla presenza di relatori esperti del complesso
mondo africano: Jean Léonard Touadi,
giornalista e assessore capitolino, Lucio Caracciolo,
Direttore della rivista LIMES, Luciano Scalettari,
inviato del settimanale Famiglia Cristiana e Antonio
Raimondi, Presidente del VIS .
L’incontro, i cui interventi hanno
preso spunto dall’ultimo libro dell’assessore
Touadi “L’Africa in pista” edito da SEI,
ha toccato temi scottanti e attualissimi: dai grandi problemi
strutturali africani, alla cooperazione internazionale,
al rapporto del Continente con il resto del mondo e in
particolare con l’Europa.
“Nel 1967 Paolo
VI, nell’enciclica Populorum
Progressio, poneva l’accento sul divario tra
Paesi ricchi e Paesi poveri. – ha dichiarato Antonio
Raimondi - In quaranta anni questo divario
si è quadruplicato e l’aspettativa di vita
degli africani è diminuita sensibilmente. Questo
ci fa riflettere su quanto sia stata fallimentare la cooperazione
internazionale sino ad oggi. Perciò occorre ripensare
alla cooperazione in chiave non più episodica ma
sistematica e, abbandonando l’approccio di tipo colonialista,
occorre ridare valore profondo a tutto il Continente africano,
da cui l’Europa non può prescindere, per dare
il via ad uno scambio reciproco. Ci dobbiamo rendere conto
che l’Africa è davvero ‘in pista’ e
deve partecipare a pieno titolo alla partita globale, perché senza
di lei non andremmo lontano.”
“E’ importante far capire
ai giovani che l’Africa non è un mondo a
parte: l’Africa siamo noi. – ha aggiunto l’assessore
Touadi - L’Africa è il luogo
dove le scimmie antropomorfe sono diventate homo sapiens; è il
luogo arcaico dove si trovano le nostre origini primigenie:
questo è il vero mal d’Africa che ognuno
di noi si porta dentro. Se tutto questo è vero
non si comprende perché questo mondo che ci appartiene
non trovi spazio nell’agenda delle priorità planetarie.”
Eppure in Africa sono tanti i nodi da
sciogliere: “a partire dalla salute, emergenza
che sta diventando una delle grandi promesse mancate. – ha
sostenuto Luciano Scalettari – Non
esiste ricerca per le malattie endemiche; i farmaci non
si trovano o sono reperibili soltanto a costi esorbitanti.
Altri problemi da risolvere sono legati al clima, all’ambiente,
alla desertificazione che rende il territorio inabitabile,
spingendo alla fuga intere popolazioni. Tuttavia ancora
oggi non sono stati posti in essere interventi per arginare
questo processo. E poi ancora il debito estero dell’Africa,
alimentato dalla presenza della Cina che con grande capacità di
penetrazione sul territorio africano, in cambio di energia
e materie prime sta fornendo infrastrutture e finanziamenti.
Apparentemente questo processo può essere letto
come contributo, in realtà si tratta di fornitura
di opere che non lasciano nulla. Quando l’appalto è portato
a termine con l’impiego di manodopera cinese, non
resta alcun tipo di valore aggiunto per le popolazioni
africane se non l’opera finita: nessuna conoscenza
aggiuntiva, nessun nuovo sapere, nessuna professionalità acquisita,
né nuova occupazione.”
Anche per Lucio Caracciolo “senza
Africa non si va molto lontano. Noi siamo stati abituati
a considerare gli Stati africani come il prodotto del
colonialismo e decolonialismo europeo. In parte è così,
ma in alcuni casi questi Stati stanno assumendo una loro
consistenza geopolitica, si stanno riappropriando della
loro identità. L’Africa è uno dei
terreni geopolitici e umani più interessanti.
E se noi, oggi, non consideriamo l’Africa come
componente delle dinamiche geopolitiche mondiali allora
non capiamo l’Africa, ma nemmeno il mondo”.
Associazione di’Dee
Ph.: +39 0670309498 Fax: +39 0670309497
email: comunicazione.add@libero.it