Milano, 15 ottobre 2007
La metà degli italiani aderisce
a progetti di Sostegno a Distanza, ma chiede trasparenza:
per garantirli nasce il CORESAD
A Milano il Comitato per la regolamentazione del SAD ha
presentato i risultati della prima ricerca Eurisko sul tema.
Presentati oggi a Milano, presso la Sala Tobagi - Circolo
della Stampa, il CORESAD – Comitato per la regolamentazione
del sostegno a distanza e i risultati della ricerca commissionata
all’Eurisko dal titolo “Sostegno a distanza:
indagine esplorativa sulla popolazione italiana adulta”.
Voluta dal nascente Comitato, dall’indagine Eurisko,
che ha sondato le opinioni di una porzione rappresentativa
della popolazione adulta, sono emersi interessanti risultati
sul rapporto, sul grado di conoscenza e le aspettative degli
italiani in relazione al SAD - Sostegno a distanza: la quasi
totalità - 97% - della popolazione italiana dichiara
di conoscere il fenomeno e il 50% è seriamente disposto
ad aderire a progetti di Sostegno a distanza. Si tratta
di dati estremamente positivi che rappresentano un valido
strumento per intraprendere ulteriori azioni per la promozione
del SAD nella direzione di una sempre maggiore efficacia
e trasparenza.
Se gli italiani sono a conoscenza della pratica del SAD
ed aperti ad aderire ad iniziative ritenute di sicuro valore
sociale, contestualmente è emersa l’esigenza
di informazione: i donatori, o i potenziali donatori, chiedono
maggiori garanzie sulla destinazione e sulle modalità
di gestione dei fondi e di essere informati sulle attività
dell’associazione che propone il progetto. C’è
dunque una volontà di trasparenza, a conferma della
quale si inserisce un altro dato emerso dalla ricerca: l’85%
della popolazione ritiene importante l’esistenza di
una legge che regolamenti il sostegno/adozione a distanza;
una legge che, in particolare, controlli la gestione economica
dei fondi, delle donazioni e l’operato delle associazioni.
Il CORESAD, cui aderiscono organismi con lunga esperienza
nel campo del Sostegno a distanza, come Ai.Bi. – Associazione
Amici dei Bambini, CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia
e VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo,
nasce proprio con l'obiettivo di elaborare un sistema normativo
che disciplini, orienti e garantisca in tutta la sua ampiezza
il fenomeno del SAD, attraverso norme legislative e regolamentari
sia a livello nazionale che regionale e locale. Un documento
strategico che si ispiri ed esprima principi etico-politici
portanti, in modo da delineare un modello anche culturale
di Sostegno a Distanza, a tutela sia del donatore che dei
destinatari.
Per elaborare un’adeguata strategia normativa, di
elevato spessore tecnico e culturale, il CORESAD ha istituito,
in base anche al criterio di multidisciplinarietà,
un Comitato Scientifico composto da Vittorio Angiolini,
Ordinario di Diritto Costituzionale, Università degli
Studi di Milano; On. Dorina Bianchi, vicepresidente Affari
Sociali e membro della Commissione Parlamentare Infanzia;
Sen. Maria Burani Procaccini, membro della Commissione Affari
Esteri e della Commissione Parlamentare Infanzia; Gianmario
Colombo, Tributarista; Marco Fiorese, corporate manager,
esperto di mercati finanziari, merchant banking e project
financing; Luca Perfetti, Ordinario di Diritto Amministrativo,
Università degli Studi di Urbino; Gianni Vaggi, Ordinario
di Storia del Pensiero Economico, Università di Pavia;
Franco Vannini, Consigliere Delegato dell’Istituto
Italiano della Donazione. Il Comitato Scientifico è
coordinato da un Segretario – Massimo Zortea, presidente
VIS - per garantire, in particolare, un costante legame
fra le finalità del CORESAD ed i lavori del Comitato
stesso.
“Da molti anni Amici dei Bambini sollecita le istituzioni
e la società civile per regolamentare il settore
del Sostegno a distanza (SAD). – dichiara Marco Griffini,
presidente Ai.Bi e presidente CORESAD – In questo
senso la costituzione del Coresad segna una nuova fase,
fondata su principi di trasparenza ed efficacia. Fino ad
oggi tale istituto è stato gestito in maniera “spontanea”.
Tuttavia negli ultimi anni il grado di complessità
del fenomeno è aumentato: oltre ai privati anche
le istituzioni pubbliche, le scuole e le aziende hanno cominciato
a sostenere un bambino a distanza. Alla crescita incontrollata
del SAD e del numero di associazioni che se ne occupano,
però, si sono accompagnati episodi che hanno generato
incertezza nei sostenitori. E’ più che mai
necessaria, quindi, una regolamentazione del SAD, nell’interesse
dei sostenitori e soprattutto dei beneficiari finali, bambini
e famiglie che vivono in paesi in via di sviluppo. Il CORESAD
si pone così come un strumento fondamentale per far
lavorare meglio le associazioni e rendere trasparente la
gestione dell’attività”.
“E’ importante ridare al Sostegno a distanza
il suo significato più vero e definirne esattamente
le caratteristiche. - aggiunge Valeria Rossi Dragone, presidente
CIAI - Con il Sostegno a distanza si offre un aiuto concreto
ad un bambino e alla sua comunità, lo si sostiene
negli studi, gli si offrono possibilità di assistenza
sanitaria, si contribuisce alla sua crescita come cittadino
istruito e consapevole dei propri diritti. Al Sostegno a
distanza devono poter accedere i bambini più piccoli,
per i quali si previene l’abbandono e si favorisce
la scolarizzazione, ma anche i ragazzi e le ragazze più
grandi, ai quali viene offerta la formazione professionale
indispensabile perché possano costruirsi un futuro
migliore. E’ bene anche pensare al Sostegno a distanza
come ad uno strumento di avvicinamento e conoscenza di realtà
molto lontane, culture e tradizioni differenti. Quasi sempre
è a causa della mancanza di conoscenza che si costruiscono
le barriere e nascono le incomprensioni e i pregiudizi.
Da questo punto di vista il Sostegno a distanza ‘fa
bene’ a chi lo sottoscrive e a chi ne beneficia”.
“Il Sostegno a Distanza rappresenta oramai una grande
tradizione per la solidarietà internazionale dell’Italia.
Ma è anche un sistema talmente rilevante per dimensioni
e qualità, soprattutto nel tipico gioco di squadra
del “quadrilatero” (donatore, organismo promotore,
controparte locale, comunità destinataria), da esigere
una appropriata responsabilizzazione degli attori. –
conclude Massimo Zortea, presidente VIS – Abbiamo
dato vita al CORESAD perché crediamo sia giunto il
momento di tradurre questa esigenza di serietà e
rispetto reciproco fra i quattro attori del SAD in regole
semplici e chiare, ma uguali per tutti. La consideriamo
un’opportunità di maturazione per tutti gli
operatori del settore, senza viceversa che questo comporti
preclusioni o emarginazioni delle piccole formazioni a vantaggio
dei grandi organismi. Saremo orgogliosi se l’Italia
si incamminerà sulla via di una tutela legislativa
della fiducia dei sostenitori e della fame di opportunità
stabili dei destinatari. Lo saremo ancor di più se
l’Italia multicolore del SAD vorrà unirsi a
noi in questa appassionante sfida.”
Francesca Mineo Pubbliche Relazioni - Ufficio stampa e Editoria
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