Il comune di Firenze approva un’ordinanza lampo:
semaforo rosso per i lavavetri
Ogni mattina nel mio tragitto da casa al
lavoro incontro ad uno dei tanti semafori Yonnutz, un lavavetri
rumeno. Ha una dolcissima moglie, un figlio di 5 anni ed un
bimbo di 2 mesi, David, che ha festeggiato il suo primo mese
di vita lavorando, rannicchiato nelle braccia della madre
seduta a mendicare sulle scale di una Chiesa.
Yonnutz è sempre sorridente e ogni mattina mi chiede
come sto, se sono stanca, se sono felice. Sta cercando lavoro
ma le porte gli vengono spesso sbattute in faccia, per cui
è costretto ad accontentarsi dei finestrini chiusi
con furia e della gente che gli urla contro, quando in realtà
vorrebbe solo urlare contro sé stessa.
Yonnutz forse non sa che con una tempistica invidiabile se
la causa fosse una di quelle buone, la giunta fiorentina ha
approvato un'ordinanza con cui classifica il lavavetri come
"mestiere girovago" e appellandosi all'articolo
650 del codice penale (inosservanza dell'ordine dell'autorità)
autorizza i vigili del capoluogo toscano a denunciare i lavavetri
e a sequestrare secchi d'acqua e spugne.
Chiunque, tra il 28 agosto e il 30 ottobre 2007, verrà
colto sul fatto, insaponare vetri luridi ai semafori di città
sbiadite, rischia una multa da 206 euro o una pena che può
arrivare fino a tre mesi d'arresto.
Nelle prime 24 ore 15 le denunce e spariti tutti i lavavetri
di Firenze.
Immediata la condanna del presidente della Camera Fausto Bertinotti.
“Per cultura e per lunga esperienza dubito sempre quando
la severità interviene sugli ultimi invece che sui
primi colpevoli. Preferirei che la tolleranza zero fosse nei
confronti del racket."
La tolleranza zero dovrebbe esserci anche nei confronti di
quelle azioni improvvise e improvvisate che tentano di tutelare
la sicurezza nelle città, minando gravemente la consapevolezza
di essere cittadini responsabili e responsabilizzati. Atti
incostituzionali, lontani dalla logica dell’integrazione
e dello sviluppo umano, atti, che se non inseriti in provvedimenti
più ampi e articolati, si rivelano solo attentatori
dei principi di solidarietà e cooperazione.
Se Yonnutz vivesse a Firenze stamattina probabilmente sarebbe
in galera, non avendo di certo 206 euro in tasca, forse non
avendo neanche quella. E il mio vetro rimarrebbe sporco, il
mio tragitto sicuramente incompiuto.
Anna Masucci