Agire
lancia un appello di emergenza sul Bangladesh: 5 Organizzazioni
insieme all'insegna del motto "Uniti nella Risposta"
AGIRE (Agenzia Italiana per la Risposta alle
Emergenze) debutta lanciando un appello di raccolta fondi
a sostegno della popolazione del paese asiatico colpito dall’alluvione
di venerdì scorso. I fondi raccolti serviranno a sostenere
la risposta umanitaria di alcune tra le maggiori organizzazioni
non governative italiane presenti in questo momento in Bangladesh:
ActionAid, Save The Children, Terre des Hommes, VIS e WWF.
Più di 3 milioni di persone costrette ad abbandonare
la propria abitazione, oltre 2.000 vittime accertate. Purtroppo
i numeri del ciclone SIDR (di categoria IV) che la sera del
15 novembre ha colpito i distretti di Khulna, Baribal, Barguna
e Mongola, in Bangladesh, sembrano destinati a crescere. Mano
a mano che i primi soccorsi riescono a raggiungere le zone
colpite da quello che comincia a rivelarsi come uno dei cicloni
più devastanti degli ultimi anni, la memoria torna
tragicamente indietro al 1991, quando un ciclone simile fece
143 mila vittime. E al 1971, quando purtroppo il bilancio
del disastro si fermò a circa mezzo milione di morti.
“Dalle notizie che ci arrivano direttamente dalle nostre
organizzazioni presenti sul territorio – spiega Marco
Bertotto, direttore di AGIRE – abbiamo un quadro, sempre
più preoccupante di un Bangladesh davvero in ginocchio.
Alcune stime non ufficiali parlano oramai di oltre 10.000
vittime e di molte decine di migliaia di feriti. Senza considerare
il rischio delle epidemie che sembra essere molto concreto
date le condizioni di devastazione nell’area”.
In totale, sarebbero un milione circa le famiglie colpite
dal ciclone e oltre tre milioni di persone i senza tetto.
A migliaia di persone sono stati già offerti i primi
soccorsi, ma ben più ampi sono i bisogni sul terreno
e molte zone sono ancora irraggiungibili. L’alluvione
ha colpito scuole, edifici e strade, provocando inoltre un
black out di oltre 36 ore. La quasi totalità del raccolto
di riso è andato distrutto e assai gravi sono le conseguenze
per l’ambiente. Un dramma di dimensioni assai peggiori
è stato scongiurato dai meccanismi di prevenzione e
dagli appelli dei rappresentanti delle associazioni umanitarie
che, casa per casa, hanno avvertito del pericolo imminente
invitando tutti ad evacuare le abitazioni.
A fronte di questa drammatica situazione, le organizzazioni
non governative di AGIRE hanno deciso di lanciare un appello
di emergenza per soccorrere le popolazioni colpite dal ciclone
in Bangladesh. Con l’obiettivo di trasformare –
come è nella missione di AGIRE – tanti gesti
individuali in una risposta coordinata ed efficace.
Per offrire il proprio sostegno – in attesa che vengano
attivati altri canali di donazione – è possibile
collegarsi al sito
www.agire.it, oppure chiamare il numero verde
800132870 . Nelle prossime ore, forniremo ulteriori
aggiornamenti al proposito.
INFORMAZIONI DI BACKGROUND
All’insegna del motto “uniti nella risposta”
Action Aid, Save the Children,
Terre des Hommes, VIS e
WWF hanno deciso di unire le loro forze per
intervenire in modo tempestivo, efficace e trasparente su
questa situazione di emergenza che ha colpito il Bangladesh..
Cittadini, organizzazioni della società civile, media,
enti locali e imprese – in risposta all’appello
lanciato dalle 5 organizzazioni non governative - hanno l’opportunità
di mobilitarsi in aiuto delle popolazioni colpite dalle emergenze.
Operando sul modello di analoghi "comitati emergenze"
presenti in altri paesi europei – come il DEC (Disasters
Emergency Committee) inglese - AGIRE assicura così
una risposta rapida e di qualità. La sua forza risiede
nella capacità di creare un vero e proprio "sistema-paese"
per la risposta alle emergenze umanitarie, favorendo la più
rapida ed efficace mobilitazione di tutti i settori della
società italiana in una gara di solidarietà
non competitiva.
Nelle prossime ore i partner di AGIRE (network televisivi,
quotidiani nazionali, gruppi bancari, compagnie telefoniche,
imprese private) si attiveranno per offrire visibilità
all’appello e sostenere la comunicazione dei canali
di erogazione, facilitando in questo modo la risposta concreta
dei cittadini italiani.
“I fondi raccolti – spiega Marco Bertotto
– saranno utilizzati inizialmente per realizzare dei
programmi di immediata risposta - che vanno dalla distribuzione
di cibo, acqua e altri beni essenziali, all’assistenza
sanitaria, al soccorso a rifugiati e sfollati. Nelle prossime
ore definiremo con maggiore precisione il quadro di intervento,
per comunicare ai nostri donatori la destinazione finale dei
fondi raccolti”.
A garanzia della trasparenza del percorso di scelta degli
obiettivi e dell’impiego dei fondi, AGIRE ha dato vita
a un Comitato etico che vede affiancati nomi
prestigiosi che vanno da Antonio Cassese
(professore di diritto internazionale e presidente del tribunale
penale internazionale per l’ex Jugoslavia), a Nicoletta
Dentico (Giornalista ed esperta di diritti umani.
Attualmente è Policy and Advocacy Manager di Drug for
Neglected Diseases, DNDI a Ginevra), da Margherita
Hack (ordinaria di astronomia all’Università
di Trieste) a Andrea Monorchio (professore
ordinario presso la facoltà di Scienze politiche all’Università
di Siena) da Gianni Rufini (esperto di aiuti
umanitari) a Marco Vitale (economista d’impresa).
Per informazioni e interviste contattare l’ufficio
stampa di AGIRE :
Alberto Bobbio 335 1097277
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