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La politica estera dell'Italia

Abbiamo saputo, nelle scorse settimane, per bocca dei segretario dei DS Pietro Fassino, che se il centro sinistra dovesse vincere le prossime elezioni politiche potrebbe non avere la maggioranza sulle questioni di politica estera. L’onorevole Fassino in una trasmissione televisiva ha sottolineato che anche il centro destra ha delle divisioni al suo interno sulle questioni di politica estera: vedi la Costituzione europea o l’ingresso della Turchia nell’Unione europea. Pertanto può accadere benissimo, come è già accaduto in passato, che l’opposizione possa votare con un pezzo di maggioranza su alcuni grandi temi di politica.

Personalmente ritengo che questo sia un fatto positivo ma non vi è il benché minimo dubbio che in Italia non esista una posizione bipartisan e duratura nel tempo di politica estera: entrambi gli schieramenti sono divisi al loro interno e ancor di più lo sono gli opposti schieramenti.

I grandi paesi democratici occidentali hanno una continuità di linea in politica estera a prescindere dalla parte politica al governo: vedi il caso della Francia, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti. Il non riuscire ad avere una “posizione italiana” in politica estera indebolisce enormemente il nostro Paese ed è il motivo principale della debolezza dell’Italia sullo scenario internazionale.

Voglio ricordare che ho sempre sostenuto che la mancanza della riforma della Cooperazione allo sviluppo è legata anche a questa mancata unitarietà di visione della politica estera, ricordando che proprio l’articolo 1 della Legge 89/47 recita nel suo primo articolo che “la Cooperazione allo sviluppo è parte integrante della politica estera dell’Italia”.

Speriamo che il nostro paese possa quanto prima aggiungersi ai grandi Paesi già citati e non avere posizioni ondivaghe in questo settore tenendo conto che sempre più la politica estera incide fortemente sulle politiche nazionali. Una sana dialettica è sempre positiva ma non deve fare uno “spezzatino” delle posizioni dei partiti in politica estera.

Antonio Raimondi


 
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