transfair.gif (10824 byte)La risposta del commercio equo

Il Commercio Equo e Solidale è una delle risposte possibili agli squilibri ed alle ingiustizie generati dall’attuale sistema internazionale degli scambi. È una forma di cooperazione tra produttori del Sud e consumatori del Nord, che punta a riportare il sistema al servizio dell’uomo. Il commercio equo stabilisce un diverso sistema di contrattazione, che è basato non sul meccanismo "al ribasso", ma sul prezzo "giusto" riconosciuto ai produttori, spesso il 50% in più rispetto al prezzo del mercato convenzionale, che consente loro di investire nel miglioramento del prodotto o in servizi sociali e sanitari a beneficio della comunità.

L’utilizzo dello scambio commerciale equo come strumento di cooperazione permette di uscire da logiche assistenziali e dimostra che le condizioni necessarie allo sviluppo hanno un costo, per i Paesi del Sud come per i Paesi del Nord, infinitamente minore a quello dei programmi d’aiuto d’emergenza promossi dalle grandi agenzie internazionali. Commercio Equo e Solidale significa, per centinaia di migliaia di persone in America Latina, in Africa ed in Asia, accesso ad acqua pulita, vie di comunicazione più resistenti alle intemperie, abitazioni migliori, formazione di base e professionale, centri sanitari più vicini e riforniti, aumento di reddito da destinare ad una migliore alimentazione, all’educazione dei figli, al miglioramento della qualità di vita delle donne e degli anziani. Commercio Equo e Solidale significa anche maggior autostima e fiducia, significa maggior rispetto da parte delle istituzioni locali (enti locali, banche), significa riprendere in mano il proprio futuro.

Le prime realtà che cominciano a vendere i prodotti del commercio equo in Europa sono le Botteghe del Mondo, negozi che commercializzano esclusivamente o in maniera maggioritaria questi prodotti; nascono poi le centrali di importazione (Atos), cooperative che si occupano delle importazioni soprattutto per il circuito delle Botteghe del mondo. E’ successiva la creazione dei marchi di garanzia, che nascono dalla necessità di aumentare gli sbocchi commerciali per i produttori del Sud del mondo, attraverso l’inserimento di un marchio distintivo che renda visibili i prodotti acquistati a condizioni eque anche all’interno dei supermercati e dei negozi. Il primo marchio nasce nel 1988 nei Paesi Bassi, "Stichting Max Havelaar", che istituisce un Registro dei Produttori di Caffè e che concede l’uso del suo marchio agli importatori e distributori di caffè che si impegnano a rispettare le regole del Commercio Equo.

Il modello si diffonde anche in altri Paesi e nascono altre organizzazioni nazionali Max Havelaar (Belgio, Francia, Svizzera, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia), nasce TransFair International, cui aderiscono le organizzazioni nazionali di Germania, Lussemburgo, Austria, Giappone, USA, Canada e Italia, e nascono Fairtrade Foundation nel Regno Unito e la Irish Fair Trade Network in Irlanda. Vengono istituiti i Registri dei Produttori di Cacao, Tè, Zucchero, Miele, Banane e Succo d’arancio. Grazie all’introduzione dei marchi, aumenta il numero di produttori che entrano in contatto con il Commercio Equo e Solidale ed il numero di punti vendita in cui si possono trovare prodotti equosolidali.

Che cos'è TransFair

TransFair Italia nasce nel 1994 dalla necessità di aprire nuovi mercati ai produttori del Sud del mondo preceduto e seguito da altri marchi di garanzia in Europa, in Canada, negli Stati Uniti e in Giappone. Alla sua fondazione hanno concorso le più significative organizzazioni del non profit, della cooperazione e della finanza etica. Il marchio, concesso in uso a importatori, aziende e catene distributive, serve a garantire tutti i passaggi produttivi, a tutela dei lavoratori del Sud del mondo e in particolare: un prezzo di acquisto minimo e costante, superiore a quello del mercato mondiale, che copra i costi e possa garantire una vita dignitosa; il contatto diretto con il produttore e senza intermediazioni speculative; un prefinanziamento fino al 60%; rapporti continuativi per almeno un anno così da consentire la pianificazione della produzione.

Dove si trovano i prodotti garantiti da TransFair

Oggi, dopo cinque anni, i prodotti a marchio TransFair sono reperibili in 4000 punti vendita in tutta Italia; dai due licenziatari iniziali, con una copertura complessiva di un migliaio di punti vendita, nel 2001 il marchio è presente in trenta catene della piccola, media e grande distribuzione che hanno scelto di commercializzare linee di prodotti di commercio equo, raggiungendo il 25% dei consumatori italiani.

I prodotti garantiti da TransFair si trovano nei seguenti punti vendita

I soci di TransFair

Acli, Acra, Acu, Ancc, Arci Nuova Associazione, Associazione Botteghe del mondo, Cgm, Cipsi, Commercio Alternativo, Equomercato, Bioagricoop, Cies, Cuore Amico Fraternità, Centro Nuovo modello di sviluppo, Cospe, Consorzio Ctm Altromercato, Consorzio Etimos, Focsiv, Mag Verona, Mani Tese, Pax Christi, Conapi, Agesci, Uisp, Cesvi, Unione Sportiva Acli, Movimondo Gsi, Comitato italino Unicef, Federazione Trentina delle Cooperative.

Quote di mercato dei prodotti equo solidali in Europa nel 2000 (fonte: Annuario 2001 Efta "European Fair Trade Association")

Quota di mercato

Caffè

Banane

Più del 4%

.

Svizzera 4%

Svizzera 15%

Paesi Bassi 4,2%

Lussemburgo 4%

3 - 3,9%

Lussemburgo 3,3%

Svizzera 3%

. .

2% - 2,9%

Paesi Bassi 2,7%

Germania 2,5%

Danimarca 2%

Svezia 1,8%

1% - 1,9%

Danimarca 1,8%

Inghilterra 1,5%

Belgio 1%

Germania 1%

Danimarca 1,8%

.

Meno dell’1%

Svezia 0,8%

Austria 0,7%

Irlanda 0,5%

Finlandia 0,3%

Norvegia 0,3%

Italia 0,13%

Francia 0,1%

Inghilterra 1%

Svezia 0,8%

Austria 0,7%

Paesi Bassi 0,7%

Italia 0,67%

Finlandia 0,1%

Francia 0,1%

Lussemburgo 0,1%

Norvegia 0,1%

Germania 1%

Inghilterra 1%

Belgio 0,6%

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