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Storie e racconti

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Una storia vera

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Pappagalli verdi

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Attività in classe

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Sculture viventi

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Gioco di memoria

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Bibliografia

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Links

 

Storie e racconti

 Una storia vera

"Un ragazzo tentò di scappare (dai ribelli), ma fu preso… Le sue mani furono legate, poi essi costrinsero noi, i nuovi prigionieri, a ucciderlo con un bastone. Io mi sentivo male. Conoscevo quel ragazzo da prima, eravamo dello stesso villaggio.

Io mi rifiutavo di ucciderlo ma essi mi dissero che mi avrebbero sparato.
Puntarono un fucile contro di me così io lo feci. Il ragazzo mi chiedeva: perché mi fai questo? Io rispondevo che non avevo scelta.

Dopo che lo uccidemmo essi ci fecero bagnare col suo sangue le braccia…
Ci dissero che noi dovevamo far questo così non avremmo avuto più paura della morte e non avremmo tentato di scappare…

Io sogno ancora il ragazzo del mio villaggio che ho ucciso.

Lo vedo nei miei sogni, egli mi parla e mi dice che l'ho ucciso per niente, e io grido."

(Susan, 16 anni, rapita dal Lord's Resistance Army, in Uganda)

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Pappagalli verdi
 
Questi brani sono tratti dal libro "Pappagalli verdi" di Gino Strada (Feltrinelli 1999)
 
"Un vecchio afgano con i sandali rotti e infangati, e il turbante con la coda che scendeva fino alla cintura, stava accanto al figlio di sei anni nel pronto soccorso dell’ospedale di Quetta.

Il bambino si chiamava Khalil e aveva il volto e le mani, o meglio quel che ne restava, coperti da abbondanti fasciature.

Stava sdraiato, immobile, con la camicia annerita dall’esplosione. Qualcuno aveva strappato una manica e ne aveva fatto un laccio, legato stretto sul braccio destro per fermare l’emorragia.

"E’ stato ferito da una mina giocattolo, quelle che i russi tirano sui nostri villaggi" disse Mubarak, l’infermiere che faceva anche da interprete, avvicinandosi con un catino d’acqua e una spugna.

Non ci credo, è solo propaganda, ho pensato, osservando Mubarak che tagliava i vestiti e iniziava a lavare il torace del bambino, sfregando energicamente come se stesse strigliando un cavallo. Non si è neanche mosso, il bambino, non un lamento.

In sala operatoria ho tolto le bende: la mano destra non c’era più, sostituita da un’orrenda poltiglia simile a un cavolfiore bruciacchiato, tre dita della sinistra completamente spappolate.

Avrà preso in mano una granata, mi sono detto.

Sarebbero passati solo tre giorni, prima di ricevere in ospedale un caso analogo, ancora un bambino. All’uscita dalla sala operatoria Mubarak mi mostra un frammento di plastica verde scuro, bruciacchiato dall’esplosione.

"Guarda, questo è un pezzo di mina giocattolo, l’hanno raccolto sul luogo dell’esplosione. I nostri vecchi le chiamano pappagalli verdi…" e si mette a disegnare la forma della mina: dieci centimetri in tutto, due ali con al centro un piccolo cilindro. Sembra una farfalla più che un pappagallo, adesso posso collocare come in un puzzle il pezzo di plastica che ho in mano, è l’estremità dell’ala. "Vengono giù a migliaia, lanciate dagli elicotteri a bassa quota. Chiedi ad Abdullah, l’autista dell’ospedale, uno dei bambini di suo fratello ne ha raccolta una l’anno scorso, ha perso due dita ed è rimasto cieco".

Mine giocattolo, studiate per mutilare i bambini. Ho dovuto crederci, anche se ancora oggi ho difficoltà a capire".

"La forma della mina, con le due ali laterali, serve a farla volteggiare meglio. In altre parole, non cadono a picco quando vengono rilasciate dagli elicotteri, si comportano proprio come i volantini, si sparpagliano qua e là su un territorio molto più vasto. Sono fatte così per una ragione puramente tecnica – affermano i militari – non è corretto chiamarle mine giocattolo.

Ma a me non è mai successo, tra gli sventurati feriti da queste mine che mi è capitato di operare, di trovarne uno adulto. Neanche uno, in più di dieci anni, tutti rigorosamente bambini".
 
"La mina non scoppia subito, spesso non si attiva se la si calpesta. Ci vuole un po di tempo…Bisogna prenderla in mano, maneggiarla ripetutamente, schiacciarne le ali. Chi la raccoglie, insomma, può portarsela a casa, mostrarla nel cortile agli amici incuriositi, che se la passano di mano in mano, ci giocano.

Poi esploderà. E qualcun altro farà la fine di Khalil".

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Attività in classe

1. Sculture viventi
 
A turno i ragazzi possono trasformarsi in scultori e rappresentare la parte del racconto che più li ha colpiti attraverso la creta "umana", cioè altri studenti che vengono posizionati dalla scultore come se fossero creta, per dar vita ad una scultura vivente.

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2. Gioco di memoria
 
Test sulla vendita di armi nel mondo
 

1. Qual è stato il maggior venditore di armi nel periodo 1987-1994 ?

  1. Francia
  2. Italia
  3. USA
  4. Gran Bretagna
 
2. Quale di queste banche è maggiormente coinvolta in operazione bancarie di vendita di armi ?
 
  1. Banca Commerciale Italiana

  2. Istituto San Paolo di Torino

  3. Credito Italiano

  4. Banca Nazionale del Lavoro

 

3. Quante sono le mine antiuomo inesplose presenti in tutto il mondo ?

  1. 10.000
  2. 50 milioni
  3. 200 milioni
  4. 100 milioni

4. Quante ne vengono prodotte durante un anno ?

  1. 10.000
  2. 10 milioni
  3. 30 milioni
  4. 50 milioni

5. Quanti sono i minori di 18 anni coinvolti in guerre ?

  1. 100.000
  2. 200.000
  3. 300.000
  4. 400.000

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Bibliografia

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M.Pianta, G.Perani, "L'industria militare in Italia", Edizioni Associate, Roma
M.Pianta, A.Castagnola, "La riconversione dell'industria militare", Ediz.Cultura della Pace, Firenze Per le basi militari in Italia:
Dossier CDA (Centro Documentazione Antimilitarista, Milano), "Lo stivale militare"; attualmente il CDA si e' sciolto ma alcuni suoi membri curano la rivista "Guerre&Pace".
AA.VV. "Addio alle armi", Ediz.Cultura della Pace, Firenze. Per i retroscena della corsa agli armamenti:
R.Fieschi, "Scienza & guerra", Editori Riuniti, Roma
Fabrizio Battistelli, "Armi e armamenti", Editori Riuniti (libri di base).
Armido Rizzi (a cura di), Teologia e solidarietà, Gruppo Abele, Torino, 1993
Beretta Francesco, Martinelli Anna, Novara Daniele (a cura di), Il litigio.
Materiali per una didattica della nonviolenza, EMI, Bologna, 1993
Bertinetto Maria, Novarino Massimo, Ottino Carlo, Scomparsi, Gruppo Abele, Torino, 1986
Bertinetto Maria, Novarino Massimo, Ottino Carlo, Tortura, Gruppo Abele, Torino, 1985
Blandano Pia, Cassarubea Giuseppe, Nella tana del serpente, La Meridiana , Bari, 1993
Camino Elena, I bambini e la guerra, Gruppo Abele, Torino, 1987
Capitini Aldo, Le tecniche della nonviolenza, Linea D' Ombra, Milano, 1989
Cela Enza Paola, Psicologia e nonviolenza, Gruppo Abele, Torino, 1991
Concetti Gino, La guerra e le sue strategie, Studium- Roma, Roma, 1992
Galtung Johan, Gandhi oggi, Gruppo Abele, Torino, 1987
Gandhi M. K., Teoria e pratica della non violenza, Einaudi, Torino, 1973
Gatti Maria A., Economia e guerra, Gruppo Abele, Torino, 1991
Jannamorelli Bruno, La corsa agli armamenti, Gruppo Abele, Torino, 1986
Jelfs Martin, Tecniche di animazione per la coesione nel gruppo e un' azione sociale non-violenta, Elle Di Ci, Torino, 1993
Molino Daniela, Novarino Massimo, Ottino Carlo, Pena di morte, Gruppo Abele, Torino, 1989
Novara Daniele (a cura di), L' ascolto e il conflitto, La Meridiana, RETE DI EDUCAZIONE ALLA PACE, Bari, 1993
Olmi Massimo, Minoranze, Gruppo Abele, Torino, 1987
Salio Giovanni, Le guerre del golfo e le ragioni della nonviolenza, Gruppo Abele, Torino, 1991
Segatti Ermis, I cristiani e la pace, Gruppo Abele, Torino, 1987
Verbist Christian, Perchè la guerra, Studium- Roma, Roma, 1978

Links

SIPRI, l'istituto di ricerca svedese nel campo del controllo degli armamenti

http://www.sipri.se/

Saferworld opera per promuovere la ricerca di soluzioni pratiche dei conflitti

www.gn.apc.org/sword

BICC Centro internazionale di Bonn per la riconversione

http://bicc.uni-bonn.de

BASIC Il Consiglio anglo-americano di informazione sulla sicurezza studia e approfondisce le questioni della sicurezza internazionale

www.basicint.org

Unimondo

www.unimondo.org

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