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JUBILEE 2000 - per un millennio senza debiti
Il debito dei paesi più poveri supera i 2.000 miliardi di dollari. Spesso, questi soldi sono andati a finanziare governi non democratici, commercio di armi e corruzione. Sempre, per procacciarsi la valuta estera necessaria a soddisfare le Istituzioni finanziarie internazionali o i paesi creditori, i governi del Sud hanno dovuto orientare le loro economie verso lesportazione, introducendo squilibri sociali e ambientali. Le misure di alleggerimento del debito negoziate con i paesi creditori sono state vincolate a programmi di "aggiustamento strutturale" che, per aprire i paesi alle necessità dei mercati internazionali, hanno tagliato la spesa pubblica creando ulteriore povertà. Il 2.000 può diventare lanno simbolico di un nuovo inizio nelle relazioni tra Nord e Sud. In coincidenza con il "Grande Giubileo" dellera cristiana, la campagna chiede che si negozi la totale e immediata cancellazione dei debiti dei paesi più poveri. La Campagna internazionale Jubilee 2000 ha consegnato simbolicamente più di 8 milioni di firme al Cancelliere Schroeder in occasione del Meeting del G7 e del G8 che si è svolto a Colonia il 18 e 19 giugno scorso.
In Italia è nata una campagna nazionale che si chiama "Sdebitarsi" e che ha raggiunto un totale di 500 mila adesioni raccolte, con più di 55 tra organizzazioni, associazioni e singole persone che in questi mesi hanno dato il loro contributo. Nel mese di maggio, inoltre, si sono aggiunte le adesioni di 57 deputati e 45 senatori di differenti gruppi politici, della maggioranza e dellopposizione. La Campagna ecclesiale per la riduzione del debito estero dei paesi più poveri, ha i seguenti obiettivi:
Per realizzare il gesto concreto di remissione, ci si propone di acquistare in parte o per intero il debito di uno o più paesi verso lItalia al suo prezzo reale. Lacquisto, che comporta la cancellazione immediata da parte del creditore, viene vincolato al versamento su un cosiddetto fondo di contropartita, da parte del Governo debitore, di una somma equivalente a quella pagata al creditore attraverso i fondi raccolti. Il fondo di contropartita, in valuta locale non convertibile, viene amministrato dal Comitato Italiano con la collaborazione della Chiesa locale e della società civile del paese per finanziare progetti di sviluppo, specialmente nel campo della formazione professionale, della sanità, dellagricoltura.
Il Comitato ecclesiale chiede che i governi si adoperino per risolvere la questione del debito dei paesi più poveri. In particolare ritiene necessario:
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