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Illustrazioni
La legge italiana
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Bibliografia scelta

Testi in italiano:

Susan George, Il boomerang del debito, Ed. Lavoro/Iscos, 1992
Samir Amin, I mandarini del capitale globale, Datanews/Cerchio dei popoli, 1994
AA.VV., Il prezzo del debito, Dossier Nigrizia, Ottobre 1997
Alberto Castagnola, Uscire dal debito, Campagna Globalizza-azione dei popoli, scheda 9
Angelo Stefanini, Salute e mercato, EMI, 1997
Caritas Internationalis-Cidse, Far passare la vita prima del debito, 1998
Commissione Pontificia Giustizia e Pace, Al servizio della comunità umana: un approccio etico al debito internazionale, 1986
Dornbusch – Makin – Zlowe, Alternative Solutions to Developing-country Debt Problems, 1989
Giovanni Paolo II, Enciclica Tertio millennio adveniente, 1994
Giovanni Paolo II, Enciclica Sollecitudo Rei socialis, 1987
Gomel, Il problema del debito nei PVS: sviluppi e soluzioni alternative, 1987
Susan George, Crediti senza frontiere, 1989
Alberto Castagnola, Cancellare il debito, EMI 2000

Testi in lingua:

Jubilee 2.000, The debt cutter’s handbook, 1997
Boote – Thugge, Debt Relieft for Low-Income Countries. The HIPC initiative, 1997

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Links

WWW.UNIMONDO.ORG
WWW.JUBILEE200UK.ORG
WWW.IMF.ORG
WWW.WORLDBANK.ORG
WWW.OXFAM.ORG
WWW.MANITESE.IT
WWW.MOVIMONDO.ORG/SDEBITARSI.HTML

 

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Grafico

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Giochi

"Gioco del Debito"

Scuole medie superiori - Ideato ed elaborato da Luca Cristaldi

 

Obiettivo: far riflettere i ragazzi sull’impossibilità di sviluppare un paese quando questo è stretto nella morsa del debito. Fargli capire la complessità delle strategie di indebitamento e le conseguenze catastrofiche per i PVS.

Metodologia: i ragazzi, divisi in due gruppi rappresenteranno una Grossa Banca del Nord e un Paese del Sud del mondo (Saranno gli stessi gruppi a dare un nome inventato alla Banca e al Paese).

 

Data la situazione di estrema povertà del Paese, esso è costretto a rivolgersi alla Banca per chiedere un prestito in Spes (la moneta più forte a livello mondiale).

Prima di chiedere ufficialmente il prestito, entrambi i gruppi dovranno definire l’entità dei seguenti parametri e presentarli alla controparte:

Prestito: tra 1.000 e 10.000 Spes;

Definizione dei tassi di interesse annuo (in percentuale);

Rivalutazione del tasso di interesse annuo (in percentuale);

Definizione degli oneri in caso di mancato pagamento delle rate (in Spes).

 

I gruppi si confrontano e trovano un accordo comune, che viene sottoscritto e riportato sulla lavagna. Viene quindi spiegato il concetto di Capitalizzazione degli interessi (il valore degli interessi non pagati dal debitore si sommano al valore del debito iniziale e su questo viene calcolato il nuovo tasso di interesse annuo.

Dopo 3 anni, la situazione è questa: il Paese non ha pagato gli interessi né 2 rate del debito. Si chiede quindi di ricalcolare il valore del debito:

Primo prestito: x Spes
Tasso di interesse 1° anno: x Spes
Tasso di interesse 2° anno: x Spes
Tasso di interesse 3° anno: x Spes
Interessi non pagati per 3 anni: x Spes
Onere per il mancato pagamento di 2 rate: x Spes
Nuovo valore del Debito: x Spes
Nuovo interesse pagato: x Spes

Calcolato l’entità del Debito, finisce la prima fase del gioco. I ragazzi in cerchio si confrontano sul gioco svolto, cercando di capire cosa è successo è qual è lo scopo del gioco.

Inizia la seconda fase del gioco. I gruppi diventano 3 (a seconda del numero) e questa volta rappresentano tutti un Paese in via di Sviluppo (scelgono il nome da dare ai Paesi), con lo stesso valore di debito appena calcolato alla fine dei tre anni. L’obiettivo è sviluppare il Paese. Dovranno quindi scegliere la strategia di sviluppo più opportuna valutando quale siano le risorse più importanti su cui investire per far crescere un Paese. Si tratta di una Nazione che presenta tre agglomerati urbani, una catena montuosa, due fiumi ed uno sbocco sul mare. Le risorse acquistate devono essere disposte nella cartine. Il budget disponibile per l'acquisto e la creazione delle risorse è: 20.000 Spes

Costo delle risorse (valori per unità):

Industria: 1000 spes

Commercio interno: 500 spes

Commercio estero 500 spes

Strade: 500 spes

Porti: 500 spes

Acquedotti: 500 spes

Agricoltura: 300 spes

Scuole

elementari: 400 spes

medie: 400 spes

superiori: 500 spes

Università: 600 spes

Unità sanitarie: 400 spes

Ospedale: 500 spes

Parco giochi: 300 spes

Depuratore: 500 spes

Riserva naturale: 500 spes

Cinema: 300 spes

Circolo anziani: 300 spes

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Simbologia:

I = industria Uni = università

CI = commercio interno Usan = unità sanitarie

CE = commercio estero Osp = ospedale

ST = strade Gio = parco giochi

Por = porti Dep = depuratore

Ac = acquedotti Ris = riserva naturale

Ag = agricoltura Cin = cinema

ScE =scuole elementari Anz = circolo anziani

ScM = scuole medie

ScS = scuole superiori

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Illustrazioni

1. Banche e governi

2. Capitalizzazione degli interessi

3. Che ne hanno fatto di tanti soldi? Armi a credito

4. I crediti commerciali

5. I numeri cambiati

6. L'aumento impressionante del debito

7. E' questa la globalizzazione?

8. Senza rendersene conto...

9. Concesse delle riduzioni?

10. Mobilitarsi

11. Tante iniziative!

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La legge italiana

Commenti

Approvata la Legge per la Cancellazione del debito

Il Senato ha approvato il 13 luglio 2000 la legge "Misure per la riduzione del debito estero dei Paesi a più basso reddito e maggiormente indebitati". La Campagna "Sdebitarsi Jubilee 2000" esprime soddisfazione per l’approvazione in pochi mesi di un provvedimento di carattere innovativo.
"Il Governo italiano potrà portare questo importante risultato al Vertice G7 di Okinawa -ha dichiarato Luca De Fraia, coordinatore di Sdebitarsi Jubilee 2000-, dove la questione del debito tornerà nuovamente al centro dell'attenzione, dopo il fallimento delle strategie adottate a Colonia lo scorso anno. La legge approvata dal parlamento rappresenta una delle iniziative più avanzate a livello internazionale, e il Governo italiano deve ora spingere gli altri paesi creditori a prendere misure adeguate alle esigenze della cancellazione del debito, oramai ampiamente riconosciuta".

La proposta raccoglie molte delle richieste della campagna "Sdebitarsi Jubilee 2000" e costituisce un precedente di grande importanza nel panorama internazionale. Il risultato raggiunto è stato possibile grazie all'impegno dei Deputati e dei Senatori di tutti i gruppi Parlamentari che ha portato alla radicale trasformazione del testo originariamente presentato. A ciò hanno contribuito le voci che, soprattutto negli ultimi mesi, si sono unite a quella di "Sdebitarsi Jubilee 2000" in Italia e la volontà espressa nelle migliaia di firme di cittadini che hanno voluto esprimere il loro appoggio alla Campagna e alla richiesta di cancellare il debito dei paesi più poveri e di farlo nell’anno giubilare. Il numero delle firme raccolte sta rapidamente raggiungendo la cifra di un milione.

Diversi sono gli elementi innovativi presenti nel testo approvato. In particolare:

L’ammontare previsto dalla presente proposta, di lire 12 mila miliardi.

I paesi interessati, cioè i 78 paesi IDA (eleggibili ai finanziamenti della International Development Association).

I tre anni per la realizzazione delle misure previste.

La richiesta di parere della Corte Internazionale di Giustizia per stabilire la coerenza tra le regole internazionali che disciplinano il debito estero dei Pvs e i principi generali dei diritti dell’uomo e dei popoli. Questa richiesta, avanzata da altri paesi, potrebbe essere il primo passo per identificare meccanismi di arbitrato internazionale indipendente per la regolazione del debito a livello internazionale.

L’impegno a procedere a favore dei Paesi HIPC (Paesi Poveri e altamente indebitati) anche con procedure differenti da quelle concordate a livello internazionale.

Le misure a favore dei paesi colpiti da catastrofe naturale e da grave crisi umanitaria.

L’introduzione delle norme di trasparenza sulle operazioni di credito.

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 Il testo di legge

 

SENATO DELLA REPUBBLICA

———– XIII LEGISLATURA ———–

N. 4692

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica

(AMATO)

di concerto col Ministro degli affari esteri

(DINI)

(V. Stampato Camera n. 6662)

approvato dalla Camera dei deputati il 28 giugno 2000

Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 29 giugno 2000

———–

Misure per la riduzione del debito estero dei Paesi a più basso reddito e maggiormente indebitati

———–

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

 

(Finalità e ambito di applicazione).

1. La presente legge rende operative le intese raggiunte dai Paesi creditori in sede multilaterale in tema di trattamento del debito estero dei Paesi in via di sviluppo a più basso reddito e maggiormente indebitati ed inoltre favorisce e promuove misure destinate alla riduzione della povertà delle popolazioni di tali Paesi.

2. I crediti vantati dallo Stato italiano nei confronti dei Paesi in via di sviluppo eleggibili esclusivamente ai finanziamenti agevolati dell’Associazione Internazionale per lo Sviluppo (IDA) sono annullati con le modalità di cui all’articolo 3, a condizione che il Paese interessato si impegni a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, a rinunciare alla guerra come mezzo di risoluzione delle controversie e a perseguire il benessere ed il pieno sviluppo sociale e umano, favorendo in particolare la riduzione della povertà.
3. Ai Paesi di cui al comma 2 che possono qualificarsi all’iniziativa multilaterale "Programma HIPC" (Heavily Indebted Poor Countries), l’annullamento del debito può essere concesso in misura, condizioni, tempi e con meccanismi diversi da quelli concordati fra i Paesi creditori in sede multilaterale.
4. Ai Paesi in via di sviluppo diversi da quelli di cui ai commi precedenti si applicano, ai fini della riduzione del debito, i livelli e le condizioni concordati fra i Paesi creditori in sede multilaterale.

Art. 2.

 

(Crediti annullabili).

1. Formano oggetto di annullamento, totale o parziale, i crediti, in conto capitale e in conto interessi, verso i Paesi di cui all’articolo 1, relativi a:

 

a) crediti di aiuto concessi ai sensi delle leggi 9 febbraio 1979, n. 38, 3 gennaio 1981, n. 7, e 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni, per un importo non inferiore al controvalore di 3.000 miliardi di lire italiane e non superiore al controvalore di 4.000 miliardi di lire italiane;

 

b) crediti assicurati ai sensi delle leggi 22 dicembre 1953, n. 955, 5 luglio 1961, n. 635, 28 febbraio 1967, n. 131, e 24 maggio 1977, n. 227, e successive modificazioni, nella cui titolarità la SACE è succeduta per effetto del relativo pagamento dell’indennizzo e assistiti da controgaranzia sovrana, per un importo non inferiore al controvalore di 5.000 miliardi di lire italiane e non superiore al controvalore di 8.000 miliardi di lire italiane.

2. I crediti di cui al comma 1, lettera b), possono essere ridotti, sentiti i Paesi maggiormente creditori, anche mediante i seguenti interventi:
a) riduzione o rinegoziazione, mediante appositi accordi bilaterali definiti con i Paesi interessati;

 

b) conversione a favore di investimenti per lo sviluppo, purché effettuati nel rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio geo-biologico, e per la riduzione della povertà, da realizzare nei Paesi interessati, tramite enti e organizzazioni che abbiano raccolto liberalità in forma documentata per iniziative di riduzione del debito;
c) conversione mediante appositi accordi bilaterali definiti con i Paesi interessati, a condizione che tali Paesi si impegnino a destinare i risparmi ottenuti in spese sociali, per lo sviluppo e per la riduzione della povertà, per il mantenimento o il ripristino dell’equilibrio geo-biologico, con il coinvolgimento della società civile locale.

3. I crediti di cui al presente articolo, per un ammontare complessivo comunque non superiore al controvalore di 12.000 miliardi di lire italiane, devono essere annullati entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 3.

 

(Condizioni, modalità e termini
dell’annullamento).

1. Le condizioni, le modalità e i termini dell’annullamento, ivi incluse le eventuali operazioni di conversione, sono definiti in appositi accordi intergovernativi bilaterali con i singoli Paesi interessati.

2. L’annullamento può essere anche perseguito mediante utilizzo di tutti gli strumenti ed i meccanismi contemplati nell’ambito delle intese multilaterali raggiunte tra i Paesi creditori.
3. Il Paese beneficiario del provvedimento si impegna a presentare un progetto di utilizzo a scopo sociale del risparmio conseguito, prevalentemente nei settori dell’agricoltura, della sanità, dell’istruzione e delle infrastrutture.

Art. 4.

 

(Norme di attuazione).

1. Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, da emanare di concerto con il Ministro degli affari esteri entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono fissati criteri e modalità per la stipula degli accordi di attuazione della presente legge, nonché le modalità per la sospensione degli interventi nei confronti di Paesi beneficiari nei quali si accerti un uso illecito degli aiuti.

2. Lo schema di decreto di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere per l’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari, da rendere entro il termine di quaranta giorni dalla data di trasmissione.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, la legge 28 marzo 1991, n. 106, è abrogata.

Art. 5.

 

(Catastrofi naturali e gravi crisi umanitarie).

1. Nei casi di catastrofe naturale e nelle situazioni di gravi crisi umanitarie, al fine di alleviare le condizioni delle popolazioni coinvolte, possono essere annullati, parzialmente o totalmente, i crediti di aiuto accordati dall’Italia al Paese o ai Paesi colpiti da tali eventi.

Art. 6.

 

(Relazione al Parlamento).

1. A decorrere dall’anno finanziario successivo a quello di entrata in vigore della presente legge il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica trasmette al Parlamento, entro il 30 settembre di ciascun anno, una relazione sullo stato di attuazione della medesima, che deve necessariamente contenere informazioni relative ai singoli Paesi in via di sviluppo beneficiari, l’ammontare, la data di erogazione e la durata del prestito, il tasso d’interesse e la forma di restituzione in origine concordata, nonchè la data e l’ammontare del credito annullato. La relazione è corredata dall’elenco completo dei progetti e dei soggetti esecutori corrispondenti ai crediti di aiuto oggetto di annullamento, dall’elenco completo delle operazioni assicurate, dalla documentazione relativa alle controgaranzie fornite dai Paesi debitori e dall’elenco dei beneficiari degli indennizzi corrispondenti ai crediti commerciali di spettanza della SACE oggetto dell’annullamento. Nella relazione sono riportati i dati e le informazioni relativi agli enti e alle organizzazioni attraverso i quali sono realizzati gli interventi di cui all’articolo 2, comma 2, lettera b). La relazione contiene, altresì, dati analitici, Paese per Paese, con cui sono individuate le misure per la sospensione degli interventi nei confronti dei Paesi che fuoriescano dalle condizioni di cui all’articolo 1, comma 2.

Art. 7.

 

(Regole internazionali del debito estero).

1. Il Governo, nell’ambito delle istituzioni internazionali competenti, propone l’avvio delle procedure necessarie per la richiesta di parere alla Corte Internazionale di Giustizia sulla coerenza tra le regole internazionali che disciplinano il debito estero dei Paesi in via di sviluppo e il quadro dei principi generali del diritto e dei diritti dell’uomo e dei popoli.

Art. 8.

 

(Entrata in vigore).

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

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