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Grandi conquiste in soli due decenni

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Traguardi raggiunti

 

Grandi conquiste in soli due decenni

Tra il 1970 e il 1990, la speranza di vita delle donne nei paesi in via di sviluppo è cresciuta di nove anni. Il tasso di fertilità è sceso di un terzo. L'alfabetizzazione delle donne adulte e l'iscrizione scolastica sono cresciuti di circa due terzi .

Questi progressi sono il risultato di un rilevante investimento nei servizi sociali e di un forte impegno politico nella causa dello sviluppo umano.

Gli Stati arabi hanno compiuto i progressi più veloci nell'educazione scolastica femminile, raddoppiando il tasso di alfabetizzazione femminile tra il 1970 e il 1990. Nei paesi dell'Asia sudorientale e del Pacifico e dell'area latino-americana si sono realizzati notevoli progressi.

Nel secolo scorso e ancora di più in quello presente sono stati fatti degli enormi passi avanti verso l'uguaglianza di genere. Sono state le donne a portare avanti la battaglia che ha permesso di raggiungere questi risultati. I movimenti femministi nel secolo scorso hanno abbattuto molte barriere, trasformando la vita delle donne e contribuendo a cambiamenti sociali e politici più vasti.

Questi movimenti presentano alcune differenze di contenuto, di tempi e dimensioni da un paese all'altro, ma tutti condividono l'obiettivo prioritario del miglioramento della condizione femminile e del progresso della società. Il movimento femminista in una prima fase puntò al conseguimento dei diritti già in possesso degli uomini - il diritto di cittadinanza, il diritto di voto, il diritto di accedere a servizi sociali quali l'educazione e la sanità.

Le prime femministe statunitensi introdussero nella loro "Dichiarazione dei sentimenti (1848) un appello per l'immediata concessione del voto alle donne. Un emendamento della Costituzione conferì alle donne il suffragio nazionale nel 1920 - 72 anni dopo. Nei paesi che hanno raggiunto l'indipendenza recentemente questi diritti non sono stati ottenuti mediante piattaforme separate, ma insieme alla liberazione nazionale.

Le donne avevano partecipato attivamente alle lotte per la libertà, e tutti i leader dei movimenti nazionali hanno riconosciuto la necessità di integrare le donne nella loro piattaforma di ricostituzione nazionale. Nel 1945, al documento costitutivo delle Nazioni Unite è stata aggiunta una dichiarazione d'impegno per l'uguaglianza tra uomini e donne. Le donne hanno combattuto per pari opportunità lavorative facendo delle campagne contro le leggi che limitavano la loro occupazione e i loro stipendi, nonché sostenendo la sindacalizzazione delle lavoratrici. Nel 1914 in Germania appartenevano al Partito Democratico Socialista circa 175.000 donne. Nelle Filippine, in India e in altri paesi, le donne hanno fatto parte delle organizzazioni contadine o dei movimenti operai dal 1930 in poi. La Norvegia negli anni '70 ha approvato una legislazione per la parità di retribuzione dopo le forti pressioni esercitate dal movimento nazionale delle donne e dal comitato femminile del Partito Laburista. I movimenti delle donne si sono impegnati per un pari accesso alle opportunità economiche.

Man mano che la partecipazione delle donne alla vita economica è aumentata, esse hanno richiamato l'attenzione sul persistente "tetto di vetro" che le esclude dalla gestione economica. La comparsa di un movimento delle donne che ha fatto sentire la propria voce ha prodotto dei cambiamenti. In molti paesi, le donne si sono impegnate per il riconoscimento sociale dei diritti pubblici e privati, soprattutto i diritti alla maternità e pari diritti nel divorzio, nella successione e nella retribuzione.

In tutte le società, le donne hanno dimostrato la loro sensibilità riguardo le grandi minacce alle loro risorse naturali e spesso sono state tra le prime a far sentire la loro voce. Il movimento Chipko contro il disboscamento dei tratti montani dell'lndia settentrionale è nato a metà degli anni'70 per prevenire la distruzione delle foreste da parte dei fornitori di legname. Si è trattato prevalentemente di un movimento femminile - le donne si sono arrampicate sugli alberi per impedire che fossero abbattuti. Ce l'hanno fatta: il governo ha vietato il disboscamento dell'Himalaya per 15 anni. Il Green Belt Movement in Kenya si occupa di problemi interdipendenti quali la povertà e il degrado ambientale. Grazie a questo movimento, che coinvolge 50.000 donne, in Kenya sono stati piantati milioni di alberi. Occupandosi anche dei problemi delle fasce di popolazione economicamente più deboli, soprattutto le donne, il movimento ha creato dei centri di formazione Green Belt in diverse zone per fornire alla gente delle opportunità di formazione e impiego nell'ambito dell'agricoltura.

In molti paesi, la tradizionale assenza delle donne dalla scena pubblica ha consentito loro di essere attive in movimenti pacifisti in tempi - ad esempio durante le dittature militari dell'America latina negli anni '70 - in cui esporsi era estremamente pericoloso. Le radici dell'attuale movimento delle donne cilene risalgono alla difesa dei diritti umani e della pace da parte delle donne alla fine degli anni '70. In Europa, è stato valutato che la maggioranza dei partecipanti alle marce e manifestazioni di pace degli anni '70 e'80 era costituita da donne.

Il movimento antinucleare ha trasmesso loro l'obiettivo di battersi contro le armi di distruzione di massa. Molti gruppi femminili in Europa e altrove hanno fatto opera di sensibilizzazione relativamente al concetto stesso di pace: la pace non significa soltanto assenza della guerra, ma progresso e creatività. Le donne hanno progressivamente cercato di avere voce nelle recenti trattative politiche. Nel Sudafrica del febbraio 1994, la Women's National Coalition (una larga coalizione delle diverse organizzazioni femminili) ha redatto una Carta delle donne per l'uguaglianza effettiva. Sempre grazie a loro alle donne è stato garantito il 30% delle candidature parlamentari dell'African National Congress. Anche le donne palestinesi hanno compilato una carta dei diritti per la difesa dei diritti delle donne.

Dopo la III Conferenza internazionale delle donne a Nairobi, le organizzazioni femminili occupano uno spazio di rilievo. La crescente richiesta di organismi nazionali e intergovernativi per il miglioramento delle condizioni delle donne ha permesso la creazione di ministeri e commissioni che si occupano specificamente della questione femminile in numerosi paesi - mentre a livello internazionale le Nazioni Unite hanno dato vita all'UNIFEM (Uniled Nations Development Fund for Women) e all'INSTRAW (International Research and Training Institute for the Advancement of Women). Da allora c'è stata una vera e propria esplosione di collaborazioni tra diversi movimenti per le donne e istituti di studi sulle donne - molte delle quali hanno abbattuto la barriera Nord-Sud, come ad esempio il progetto DAWN (Development Alternatives with Women for a New Era, Alternative di sviluppo con le donne per una nuova era).

I coordinamenti femminili delle ONG promossi dalla Women's Environment and Development Organization (Organizzazione femminile per lo sviluppo e l'ambiente) si sono rivelati molto attenti ed efficaci per i provvedimenti a sostegno di un più equilibrato rapporto Nord-Sud durante la preparazione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo, della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo e del Vertice mondiale per lo sviluppo sociale. Analogamente, le donne sono diventate progressivamente più attive a livello locale. Gli Encuentros Feministas ad esempio hanno creato forti legami tra i gruppi delle donne latino-americane e quelle caraibiche. Esistono organizzazioni locali di questo tipo in Asia, Africa e nei paesi arabi. La difesa di una libera maternità e dei diritti umani, la lotta al fondamentalismo e al traffico delle donne sono solo alcune delle cause a cui le organizzazioni di donne si sono dedicate in tanti paesi (Rapporto UNDP n. 6 1995).

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Traguardi raggiunti

Le conferenze mondiali su donne e sviluppo hanno contribuito notevolmente ad accrescere la consapevolezza nella comunità mondiale circa la rilevanza delle disparità di genere. Nell'ambito degli interventi politici internazionali, riportiamo qui di seguito quanto è stato fatto finora.

1948 L'ONU, nell'art. 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sancisce che " ad ogni individuo spettano tutti i diritti e le libertà enunciate nella presente Dichiarazione senza distinzione alcuna per ragioni di razze, di colore, di sesso, di lingua e di religione".

1952 Convenzione dei Diritti Politici della Donna, con cui si adotta il primo vero strumento giuridico riguardante i diritti delle donne.

1957 Città del Messico. Viene proclamato dall'ONU l'anno della donna. E' la prima Conferenza Mondiale sulle donne, in cui, prendendo atto dell'assenza di dati sulla condizione delle donne nei Paesi in Via di Sviluppo, si dichiara, tuttavia, il grosso contributo femminile nei processi di sviluppo, riconoscendo l'importanza di promuovere un reale cambiamento sociale ed economico in favore delle stesse, eliminando violenze ed abusi, da sempre perpetrati a loro danno.

1979 L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, attualmente notificata da 133 Stati.

1980 Copenaghen. Seconda Conferenza Mondiale in cui viene adottato un programma che prevede una serie di interventi a livello politico per la seconda metà del decennio, in ambito scolastico e sanitario.

1985 Nairobi. Terza conferenza Mondiale in cui vengono tratte le conclusioni riguardo le iniziative intraprese e approvate le strategie politiche da applicare fino al 2000.

1992 Rio de Janeiro. Conferenza ONU sull'ambiente e lo sviluppo, ne corso del quale viene considerato il peso femminile nello sviluppo sostenibile.

1993 Vienna. Conferenza sui Diritti Umani, in cui i diritti delle donne vengono riconosciuti come "diritti umani".

1994 Il Cairo. Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo. Si è posto l'accento sul rafforzamento della posizione delle donne puntando ancora una volta sull'importanza del riconoscimento dei diritti delle donne: sociali, economici, giuridici, alla salute e alla protezione dalla violenza sessuale.

1995 Pechino. Quarta Conferenza Mondiale. Viene trattato il tema dell'uguaglianza dei sessi come base per lo sviluppo e per la pace. Viene approvato un documento di principi ("Dichiarazione di Pechino"). In tale sede sono state individuate dodici aree critiche che seguiranno come linea di tendenza quella del main streaming (salto di qualità delle politiche relative alla condizione femminile) e dell'empowerment (autoconsapevolezza femminile delle proprie potenzialità e responsabilità, quindi, diritto ad intervenire direttamente nelle questioni politiche con maggiore potere decisionale e in nome dell'autodeterminazione).

1997 Earth Summit + 5° Conferenza delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne che espone una serie di questioni circa le donne e l'ambiente. Viene proposta una Piattaforma di Azione riguardante problematiche e soluzioni circa la modernizzazione dell'agricoltura e l'introduzione di nuove tecnologie, riconosciute come sfavorevoli alle donne, in quanto, tale modernizzazione causerebbe una crescita della disoccupazione, soprattutto tra le donne, che sono le principali lavoratrici. Inoltre, viene riconosciuta l'importanza di coinvolgere direttamente le donne nei processi decisionali per l'ambiente; di istituire nuovi Organismi a livello nazionale e internazionale attivi in ambito politico ed ambientale; la garanzia, per le donne, di avere uguali opportunità di accesso e controllo sulle proprietà terriere.

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