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Cambiare è possibile

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Le ineguaglianze nel consumo

 

Cambiare è possibile

Il consumo mondiale si è ampliato ad una velocità senza precedenti durante il XX secolo, raggiungendo, nel 1998, un livello di spese di consumo pubbliche e private pari a 24 mila miliardi di dollari, il doppio del livello raggiunto nel 1975 e sei volte superiore a quello raggiunto nel 1950, mentre ancora nel 1990 erano stati raggiunti appena i 1500 miliardi di dollari.

I modelli attuali di consumo stanno minando le risorse ambientali di base, stanno aggravando le ineguaglianze, mentre le dinamiche legate al nesso consumo-povertà-ineguaglianza-ambiente stanno subendo una pericolosa accelerazione. Se il trend continua senza subire modifiche - cioè senza una redistribuzione che vada dai consumatori a reddito elevato a quelli a basso reddito, senza una sostituzione di beni e tecnologie di produzione inquinanti con beni e tecnologie più pulite, senza un cambiamento delle priorità da un consumo ostentato ad un consumo che soddisfi i bisogni essenziali – i problemi attuali di consumo e dello sviluppo umano peggioreranno.

Non vi sono però tendenze irreversibili e cambiare è possibile e necessario. Il consumo deve essere distribuito, deve aumentare le capacità umane, non deve compromettere il benessere di altri, non deve ipotecare le scelte delle generazioni future. Solo così sarà possibile promuovere lo sviluppo umano di domani e le scelte dei consumatori devono essere tradotte in realtà per tutti.

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Le ineguaglianze nel consumo

Durante gli ultimi 25 anni, il consumo pro capite è aumentato rapidamente nei paesi industrializzati (di circa il 2,3% l’anno) in un modo strepitoso nell’Asia dell’Est (6,1%) e ad un tasso crescente nell’Asia del Sud (2,0%): per ora, queste regioni in via di sviluppo sono ancora lontane dal raggiungere i livelli dei paesi industrializzati, mentre la crescita del consumo degli alitri paesi si è mostrata lenta o, addirittura, stagnante (una famiglia media africana oggi consuma un 20% in meno rispetto a 25 anni fa).

Il 20% più povero della popolazione mondiale, e non solo quello, è stato lasciato ai margini dell’esplosione dei consumi: ben oltre un miliardo di persone è stato deprivato dei bisogni essenziali di consumo; dei 4,4 miliardi di individui che vivono nei PVS, quasi i tre quinti mancano di infrastrutture igieniche di base, circa un terzo non ha accesso all’acqua potabile, un quarto non dispone di adeguate condizioni abitative, un quinto non dispone di accesso alcuno ai moderni servizi sanitari; un quinto dei bambini non frequenta la scuola fino al 5° grado e un altro quinto non dispone di un regime dietetico e di proteine sufficienti.

Le ineguaglianze nel consumo appaiono profonde. A livello globale, il 20% delle persone, nei paesi a reddito più elevato, incidono per un 86% sulle spese totali di consumo privato, il 20% più povero per un minuscolo 1,3%.

Più specificamente:

Consuma il 45% della carne e del pesce disponibili, il quinto più povero il 5%
Consuma il 58% dell’energia totale disponibile, il quinto più povero il 5%
Possiede il 74% delle linee telefoniche esistenti, il quinto più povero l’1,5%
Consuma l’84% della carta disponibile, il quinto più povero l’1,1%
Detiene l’87% del traffico navale mondiale, il quinto più povero meno dell’1%

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