INTESI
 | "Un bambino che nasce oggi a New York, Parigi o Londra consumerà, sprecherà
ed inquinerà più nel corso della sua vita che 50 bambini nati nei Paesi in via di
Sviluppo; attraverso un crudele gioco del destino, coloro che consumano meno sopporteranno
il peso maggiore del danno ambientale". |
 | I paesi ricchi e quelli poveri competono sul mercato come partner ineguali; questi
ultimi, infatti, hanno un potere contrattuale molto debole sui mercati internazionali. La
maggioranza di essi dispone di mercati interni molto limitati, è in grado di vendere una
quantità limitata di beni e servizi e dipende fortemente dallesportazione di
materie prime, che rappresentano spesso fino al 90% delle esportazioni delle nazioni
africane e fino al 65% di quelle dellAmerica Latina. |
 | Il 20% più povero della popolazione mondiale riceve solo lo 0,2% dei prestiti
delle banche commerciali, l1,3% degli investimenti, l1% del commercio mondiale
e l1,4% del reddito mondiale. |
 | Durante gli ultimi 25 anni, il consumo pro capite è aumentato rapidamente nei
paesi industrializzati (di circa il 2,3% lanno) in un modo strepitoso nellAsia
dellEst (6,1%) e ad un tasso crescente nellAsia del Sud (2,0%): per ora,
queste regioni in via di sviluppo sono ancora lontane dal raggiungere i livelli dei paesi
industrializzati, mentre la crescita del consumo degli alitri paesi si è mostrata lenta
o, addirittura, stagnante (una famiglia media africana oggi consuma un 20% in meno
rispetto a 25 anni fa). |
 | Il WTO si occupa di quello che in gergo si definiscono come barriere non doganali
(non tariff barriers to trade), in pratica leggi sanitarie, regolamenti sui prodotti,
sistemi fiscali interni, politiche dinvestimenti e qualsiasi altra legge di un paese
che in qualche modo può influenzare il commercio di qualche prodotto. Di fatto, quindi,
regola il commercio internazionale. |
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