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Il gioco offre loccasione di sperimentare sentimenti, emozioni e comportamenti tipici dellincontro tra persone di provenienze e culture diverse. Uno studente impersona uno straniero che deve essere accolto da un gruppo diverso dal proprio e presenta se stesso e il proprio mondo. Il resto della classe lo accoglierà con interesse o con ostilità, disponibilità o indifferenza, aggressività, ecc. , sentimento stabilito di volta in volta dallinsegnante che si occuperà anche di mediare i rapporti tra le due parti. Al termine si raccolgono le impressioni e i commenti di entrambe le parti. Lo stesso meccanismo si può applicare dividendo la classe in due gruppi diversi che si "incontrano" e/o "scontrano".
Le quattro schede che seguono illustrano quattro diversi esempi di insuccesso di programmi di sviluppo realizzati nel secondo dopoguerra. La classe sarà divisa in due gruppi che rappresentano la società promotrice e quella destinataria dellintervento. Linsegnante dovrà esporre il fine e gli obiettivi che il progetto si prefigge e descrivere i due diversi contesti; poi dovrà chiedere ai gruppi come pensano sia opportuno realizzarlo, quali i possibili rischi e quali i motivi del fallimento, cosa avrebbero fatto loro per evitare un impatto negativo.
Il Niger Agricultural Project fu attuato dal 1950 al 1954 nella Nigeria del Nord, progetto concepito dal governo coloniale e finanziato da questultimo e dalla Colonial Development Corporation. La popolazione locale nigeriana era costituita da agricoltori-raccoglitori e la loro produzione rimaneva sostanzialmente ad un livello sussistenza e gestita con luso di strumenti agricoli tradizionali, in modo che ogni uomo coltivasse non più di due ettari. Il Niger Agricultural Project prevedeva lintroduzione dei metodi di unagricoltura moderna e, in particolare, limpiego di macchine e strumenti agricoli che avrebbero permesso lespansione della superficie coltivabile per uomo e, di conseguenza, un incremento della produzione complessiva; inoltre, per evitare che gli indigeni "subissero" il progetto, era previsto il loro coinvolgimento sotto forma di mezzadria: un terzo della produzione apparteneva allagricoltore locale e i rimanenti due terzi al governo coloniale e alla Colonial Development Corporation. Come anticipato, il progetto fu un fallimento.
Si trattava quindi di un progetto su vasta scala che prevedeva diverse innovazioni concatenate e consequenziali incluse in un unico schema e che riponeva evidentemente una fiducia "etnocentrica" e non realista nellaccettazione indolore, anzi, entusiasta della modernizzazione dellagricoltura da parte dei gruppi indigeni
Sempre negli anni 50, molti programmi di sviluppo americani nel Terzo Mondo insistevano sulla necessità e sui benefici di integrare con il latte alimento principe negli Stati Uniti la dieta alimentare delle popolazioni sottonutrite. Anche in questo caso il risultato è stato un fallimento.
Ad esempio, tra gli Zulu del Kenya, il tabu tradizionale imponeva che le donne dopo le prime mestruazioni non potessero avvicinarsi al bestiame e a tutto quanto ad esso era collegato e il divieto sociale stabiliva che non si poteva bere latte se non dal proprio gruppo ed essendo il gruppo esogamico (scelta del coniuge in un gruppo diverso da quello di appartenenza), le donne sposate risultavano delle estranee rispetto al gruppo del marito, per cui esse non potevano usufruire di un bene riservato ai suoi componenti.
Inoltre, dove il progetto prevedeva la diffusione del latte in polvere nellalimentazione dei neonati per la sua supposta maggiore efficacia nutritiva rispetto a quello materno o per le esigenze di lavoro delle madri occupate nei campi, si ponevano inevitabili problemi di difficile soluzione.
Tra i vari interventi, prevedeva di convincere gli indigeni a bollire l'acqua che bevevano per evitare malattie e gravi infezioni batteriche. Anche in questo caso le resistenze culturali furono tali da rendere vano ogni tentativo a tal fine.
Insomma, la bollitura dell'acqua era logisticamente e culturalmente incompatibile con il contesto che avrebbe dovuto beneficiarne.
Esistono numerose società che non presentano alcun apparato formale adibito al controllo giuridico e penale e in cui l'unico mezzo disciplinatore è l'opinione pubblica; cioè, società in cui è assente una vera e propria organizzazione politica, il cui sviluppo è generalmente inibito da fattori ecologici e in cui la vita è difficile e il margine di sopravvivenza è esiguo. Ne sono un esempio i gruppi Esquimesi della Groenlandia, le orde Kariera australiane e quelle Andamanesi dell'arcipelago dell'Oceano Indiano o le bande degli indiani Crow del Nord America; società in cui l'assenza di un'autorità stabile e ben definita fa sì che assumano notevole importanza, per la sopravvivenza stessa del gruppo, la cooperazione e la solidarietà tra gli individui, il cui comportamento deve essere tenuto sotto controllo, poiché l'esistenza già precaria può facilmente essere messa in ulteriore pericolo dagli errori del singolo. In queste società, un reato, una trasgressione, l'infrazione di una norma, che mettano a repentaglio la stabilità e la sicurezza del gruppo devono essere immediatamente punite e il mezzo atto a tal fine è la sanzione satirica. Si tratta dell'uso del riso come sanzione sociale, come correttivo, usato come strumento di controllo, di intimidazione o derisione, al fine di mantenere o ripristinare l'ordine etico e sociale, le norme e i valori minacciati o violati da un comportamento trasgressivo; il riso viene cioè usato come sanzione in senso strettamente giuridico e normativo, come mezzo di castigo e di punizione, in caso di reato, sia che si tratti di delitto pubblico, sia privato. In pratica il reo viene pubblicamente deriso, schernito, degradato, privato della sua immagine pubblica e del ruolo che gli competeva, escluso dalla vita sociale, dai suoi privilegi e dai suoi diritti. L'effetto ottenuto è estremamente efficace, poiché l'umiliazione pubblica, il discredito e il deprezzamento come essere sociale e come essere umano sono un pesante carico da sopportare, soprattutto in una società che basa la sua organizzazione sociale su valori come la virtù, l'onore e la solidarietà per fronteggiare le difficoltà quotidiane. Il reo subisce un vero e proprio tracollo sociale, etico, morale e rischia di perdere i punti fermi della sua esistenza precaria: l'appartenenza a un gruppo, l'adesione e la partecipazione alle sue iniziative, l'approvazione e la stima degli altri membri. Questo tipo di sanzione, cui viene riconosciuta un'importanza sociale di primo piano, non è scelta come mezzo per condannare reati meno gravi o comunque non abbastanza gravi o pericolosi da essere puniti con mezzi più violenti. Al contrario, essa si infligge sia per delitti pubblici commessi contro la comunità - incesto, stregoneria, sacrilegio - sia per delitti privati commessi contro singoli individui - omicidio, furto, adulterio. Sebbene ad un primo sguardo, quello che giudica secondo i parametri della propria cultura osservatrice, possa sembrare una pena di poco conto e poco temibile, in queste società il ridicolo costituisce, di fatto, un efficace strumento di controllo sociale e una pesante condanna per il reo, risultando oltremodo utile nel mantenere e confermare le norme e i valori del gruppo, perché si crea per la popolazione un'occasione per ritrovarsi coesa, unita e riavvicinata in una comunione di interessi - condannare un reo - che rinnova la solidarietà e la forza di sopravvivenza del gruppo. Un simile quadro, che poggia su una logica legata al contesto ambientale e culturale, in un gioco di equilibri precari, si è letteralmente sgretolato di fronte al tentativo di alcuni programmi di sviluppo americani di modificare il sistema giuridico, se così possiamo chiamarlo e di applicare sanzioni penali tipiche della propria, considerate universalmente valide. Nella pratica il reo non considerava la pena inflitta come un castigo tanto grave quanto quello precedentemente applicato e, comunque, non se ne riconosceva la stessa efficacia. Le nuove sanzioni risultarono prive dei necessari significati etici, sociali e giuridici perché decontestualizzate e il risultato fu l'acutizzarsi di forme di individualismo, l'aumento dei crimini, la perdita del senso di appartenenza al gruppo, l'inizio di casi di alcoolismo e la progressiva dispersione degli individui sul territorio, con conseguente disgregazione del gruppo. L'effetto ottenuto fu dunque opposto agli obiettivi prefissati a causa della mancata conoscenza o comprensione dei modelli culturali di queste società i cui sistemi organizzativi sono in massima parte adattati all'ambiente nel quale queste vivono e perciò esse possono essere comprese solo attraverso la ricostruzione degli equilibri dinamici prodotti dall'interazione tra i vari fattori che le caratterizzano.
Divario tra Paesi del Nord del Mondo e del Sud del Mondo, al 1990
Popolazione al di sotto della soglia di povertà (%)
Numero di poveri (milioni)
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