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Scheda a cura di Alessandra Callegaro (Amici dei Popoli) e Luca Cristaldi

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Alle origini della globalizzazione economica

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Il processo di globalizzazione

 

Alle origini della globalizzazione economica

Con il termine globalizzazione si vuole indicare l’"inglobamento" del mondo intero in un unico sistema economico. La novità non è tanto la globalizzazione del mercato, quanto quella della produzione: il mondo si trasforma sempre più in un unico spazio produttivo, all’interno del quale ogni fase della produzione può essere spostata nel Paese che offre maggiori occasioni di profitto.

Si è soliti indicare come data d’inizio del processo di globalizzazione, il 1971, anno in cui il presidente degli USA, R. Nixon, dichiarò la liberalizzazione dei movimenti di capitale, fattore decisivo per l’accelerazione del processo di globalizzazione.

Finì così il sistema sorto nel dopoguerra con gli accordi di Bretton Woods del 1944, mediante i quali era stato fissato l’ordine economico internazionale. Essi, infatti, erano finalizzati alla regolazione dell’economia internazionale. Venne creato un Fondo Monetario Internazionale (FMI), al fine di garantire la stabilità dei tassi di cambio tra le diverse valute, e una Banca Mondiale (BM) finalizzata a sostenere la ricostruzione e lo sviluppo. Le principali potenze diedero vita anche al GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) con lo scopo di favorire la progressiva riduzione delle tariffe doganali esistenti e di pretendere uguale trattamento per tutti i paesi membri.

Con il 1971 si ha la svolta degli scambi internazionali: le istituzioni di Bretton Woods si trasformano sempre più in istituzioni volte a proteggere inizialmente gli interessi degli investimenti occidentali nel mondo e poi degli investitori globali.

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Il processo di globalizzazione

Parlare di globalizzazione, quindi, significa far riferimento ad un nuovo assetto dell'economia mondiale. L'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) definisce la globalizzazione come "un processo attraverso cui mercati e produzione nei diversi paesi diventano sempre più dipendenti tra di loro, a causa della dinamica dello scambio di beni e servizi, e attraverso i movimenti di capitale e tecnologia".

Certamente la globalizzazione ha impresso un dinamismo senza precedenti al sistema economico, sia internazionale che nazionale, ma la riduzione delle barriere doganali, la libera circolazione di beni e servizi, la liberalizzazione dei mercati finanziari, la delocalizzazione dei processi produttivi - fenomeni che la globalizzazione ispira e da cui è alimentata - hanno posto le economie nazionali sotto la "spada di Damocle" della competitività più spinta.

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