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Scheda a cura di Paola Tiso

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mamebaby.wmf (2176 byte) IL MINORE STRANIERO: LA SUA IDENTITA'

La donna/madre immigrata

Per parlare del minore straniero è necessaria una premessa che riguarda la famiglia immigrata ed in particolare la figura della donna/madre, significa rivolgere una particolare attenzione a lei ed al minore in relazione al suo inserimento nella struttura scolastica.

E' difficile dare ragione di un panorama tanto complesso, com'è quello della donna immigrata, sia per il numero delle nazionalità che dei progetti migratori interessati, ma ancor di più per il fatto che le donne hanno continuato per tanto tempo ad essere invisibili ed ignorate.

Per alcuni aspetti l'invisibilità sociale e la disattenzione nei loro confronti si sono rivelate per le donne immigrate una sorta di involucro protettivo che le ha esposte in misura minore ai rischi del razzismo e del rifiuto; ma questo ha anche imposto, in qualche modo, delle strategie femminili di sopravvivenza e di autodifesa, permettendo loro di elaborare dei progetti propri per l'integrazione, progetti molto fragili, in bilico fra il desiderio di inserirsi nelle comunità ospitanti ed il sogno-mito di un rientro sempre procrastinato, che rende il progetto migratorio provvisorio e indefinito. Ciò è stato possibile perchè le donne per tradizione ed educazione, mantengono le fila della vita affettiva reinterpretando e restituendo valori e gesti, riti, pratiche della vita quotidiana assicurando il legame con il passato e con i valori della propria cultura, e integrando comportamenti e valori della cultura ospitante.

Lo specifico femminile di donne "guardiane della tradizione" e allo stesso tempo portatrici di cambiamento, le provenienze nazionali da zone rurali ed urbane, le migrazioni (per propria volontà, per promozione economica, per raggiungere il coniuge), la fuga dai paesi in guerra, le diverse condizioni di vita ed inserimento nel paese di immigrazione (lavoratrici, casalinghe, donne sole, con famiglia), la rigidità dei ruoli, sono tutti elementi di cui tener conto quando ci si rapporta sia con la donna che con i figli minori avviati nel loro cammino scolastico.

Un altro elemento determinante, di cui tener conto nell'affrontare le problematiche dell'immigrazione sta nel fatto che molte donne possono depositare nella loro maternità aspirazioni segrete e profonde; spesso un figlio dà senso all'immigrazione: i figli, quindi rappresentando per i genitori e per le madri in particolare, da un lato, la continuità della storia, da un altro il tramite per il loro inserimento nel paese che li accoglie, diventano, in qualche modo, i catalizzatori dell'acculturazione. Questo è un ruolo davvero oneroso per i soggetti giovani che già si devono confrontare con i non facili compiti della crescita.

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