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s.jpg (8547 byte)INTESI

La pena di morte non è soltanto una realtà di uomini e di donne uccisi, ma è anche la concreta attuazione di un principio etico giuridico, di quel principio, cioè, in base al quale lo Stato può decidere legittimamente di togliere la vita a una persona.

 

Secondo Amnesty International nel 1999 sono avvenute oltre 1,813 esecuzioni in 31 paesi. Il numero complessivo è in calo rispetto al 1998 (2,258 esecuzioni), ma in alcuni paesi (Iran, Arabia Saudita, USA) si registra un forte aumento.

 

Da parte di molti, vi è il sospetto che la pena di morte svolga una funzione di pulizia sociale, poiché sono numerosi gli alcolizzati, i malati di mente, gli emarginati che vengono uccisi, mentre a coloro che risultano colpevoli degli stessi crimini ma che vivono in condizioni migliori viene riservata una sorte diversa. Si ha l’impressione di essere davanti a quello che è stato definito un "potere giardiniere", un potere che si incarica di estirpare le erbacce.

 

Tra le vittime di esecuzioni capitali si contano anche molti perseguitati per motivi politici o religiosi, uomini a volte "colpevoli" solamente di reati di opinione, che non hanno mai fatto uso di violenza né istigato all’uso. In questi casi la pena di morte appare non solo come uno strumento di discriminazione e di arbitrio, ma anche di repressione.

 

Le procedure che più frequentemente sono utilizzate per giungere ad una condanna a morte sembrano attestare che la pena capitale non è uno strumento di giustizia. Sarebbe doveroso, nell’ambito dei processi, assicurare alcune particolari garanzie, al fine di ridurre il rischio di un errore giudiziario dalle conseguenze particolarmente tragiche: questo, tuttavia, non sempre accade.

 

Un argomento frequentemente usato è quello secondo il quale la pena di morte costituirebbe un deterrente efficace nei confronti di omicidi e di altri gravi reati comuni. Ma è veramente così? Nessuno degli ormai numerosi studi condotti in materia ha potuto dimostrare la maggiore efficacia della pena di morte rispetto ad altre pene, in ordine a particolari figure di reato, omicidio compreso.

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