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"Gli italiani con gli occhi di un bambino cinese"

Percorso didattico per le scuole elementari

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Scheda ideata ed elaborata da Luca Cristaldi - Responsabile Educazione allo Sviluppo del VIS.
pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Introduzione

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Viaggio in Italia

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Proposta di attivitā

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Racconti cinesi

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) La Cina

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Shangai

COMPITO: UN VIAGGIO IN ITALIA

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Sono andato in Italia con mio papā e i suoi amici. E’ la prima volta che esco dalla Cina. Il mondo di fuori č molto diverso. La signora maestra dice che quei popoli sono pių sottosviluppati di noi e noi Cinesi siamo migliori. Io ho visto che davvero laggių non sono bravi come noi.

L’Italia č un paese grandissimo. E' tutto tra le montagne.
Dall’aereo sono bellissime. Siamo arrivati all’aeroporto. Papā mi ha detto di far attenzione alle valigie perché era pericoloso. Io ho fatto attenzione ma a un amico di papā hanno rubato il portafoglio. Lui ha chiamato un poliziotto. Questo non capiva né il cinese né l’inglese e non so cosa si sono detti.
Un signore ci aspettava su un minubus. Ci ha portato alla cittā dell’incontro (la cittā del gemellaggio, non specificata). Era molto lontana.

Il capo della cittā ci aspettava davanti al suo palazzo. Aveva un bel vestito elegante, ma sopra aveva messo una fascia colorata rossa bianca e verde che faceva ridere. Credo siano i colori della sua tribų. Dietro a lui c’erano due soldati vestiti di bianco, con l’elmo. Uno portava una piccola bandiera su un’asta di plastica.

Gli abitanti di quel paese sono ancora primitivi. Invece di fare un inchino, il capo della cittā ha preso la mano di mio papā e l’ha stretta forte. Credo sia un segno di potere, perché anche gli altri hanno fatto lo stesso, ma con meno forza. Tutti mi toccavano, la testa, la guancia, la mano. Forse non avevano mai visto un bambino giallo. Quando papā ha detto che eravamo di Ningpo nessuno sapeva dove era. Il capo della cittā ha detto che lui lo sapeva. Lā conoscono solo Pechino e Shanghai.

Un signore aveva una mappa del mondo. Era tutta sbagliata, perché la Cina era da una parte e non in mezzo come č davvero. Papā non ha detto niente per non offenderli.

Siamo andati a pranzo. In quel paese non sono civili, e non sanno usare i bastoncini. Non tagliano il cibo in cucina ma ognuno ha un coltello a taglia le cose nel proprio piatto. Noi abbiamo fatto come loro, perché papā dice che non bisogna offenderli. Non hanno ognuno la scodella per il riso, ma un cestino di pane in comune per tutti. Tutti lo prendono con le mani. Non bevono tč ma solo acqua e tanto vino. Il cibo era buono, ma papā mi ha detto di non prendere l’insalata perché laggių la mangiano cruda e possiamo prenderci delle malattie.

Dopo siamo andati a dormire. Ero molto stanco.
Il giorno dopo papā č stato invitato a un’assemblea di quel villaggio. Io sono andato con lui. Hanno fatto tanti discorsi in Italiano. Nessuno sa parlare Cinese. Non c’era ordine nel parlare. A volte uno giovane parlava prima di uno vecchio, o una donna parlava prima di un uomo. Un tale seduto vicino a papā traduceva tutto. Papā mi ha detto che il capo del villaggio viene scelto contando i voti di tutti. Il voto delle donne vale come quello degli uomini, e il voto di uno potente come quello di un povero. A me pare che cosė č come dire a un allievo di fare il maestro. In Cina č molto meglio. Al pomeriggio sono andati a visitare un museo, ma io ero stanco e ho dormito.

Il giorno dopo ho visto una cosa stranissima: tutti i negozi erano chiusi. Il capo del villaggio č venuto all’albergo. Ci ha chiesto se volevamo vedere una rito religioso. Siamo andati in una grande chiesa. La gente era tutta vestita bene. Papā dice che l’unico vestito bello lo mettono in quel giorno. Davanti c’era un vecchio con un vestito lungo, bianco e verde, che dava degli ordini e tutti si alzavano, si sedevano, si inginocchiavano. C’era anche la musica. Poi tutti devono dare dei soldi per fare la coda e poter prendere un piccolo pezzo di pane. Non lo danno agli stranieri, per cui noi siamo stati seduti. Dopo un altro dei loro pranzi, papā č andato a un incontro. Dei signori mi hanno portato in montagna. Č stato bellissimo. Non hanno fabbriche e l’aria č pulita!. In Italia sono tutti pastori. Ogni famiglia ha delle capre, e un cane. Spero che quando la civiltā cinese arriva qui non distrugga quei bei posti.

Leggi alcuni racconti cinesi.

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