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"Gli italiani con gli occhi di un bambino cinese"

Percorso didattico per le scuole elementari

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Scheda ideata ed elaborata da Luca Cristaldi - Responsabile Educazione allo Sviluppo del VIS.
pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Introduzione

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Viaggio in Italia

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Proposta di attività

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Racconti cinesi

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) La Cina

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RACCONTI CINESI

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) Sentito dire

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) La truffa dell'Argento

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) La scure perduta

pulsante lampeggiante.gif (995 byte) La Tigre dietro la Volpe

 

Sentito dire di Lieh Tzu

Il sapiente Lieh Tzu era povero e appariva denutrito in modo impressionante. Qualcuno ne parlò al primo ministro Cheng Tzu-yang:
"Lieh Tzu è un sapiente, ed è famoso. Se egli vive in miseria nello stato di Sua Signoria, non si crederà che Sua Signoria è ostile ai sapienti?"
Tzu-yang, senza perder tempo, mandò da Lieh Tzu un funzionario con una provvista di cibi. Lieh Tzu venne sulla soglia a ricevere il messaggero del ministro e gli s'inchinò profondamente ma rifiutò il dono con garbo. Il messaggero se ne andò. Lie Tzu rientrò in casa e vide sua moglie che si batteva il petto, fissandolo disperata.
"La tua umile moglie pensava che le famiglie degli uomini del Tao vivessero agiatamente" disse la donna." Ma ecco che, nella nostra miseria nera, il primo ministro ci onora con offerte di viveri, e tu le rifiuti. Oh, che sorte amara è la mia!"
Lieh Tzu disse a sua moglie:" Il primo ministro non mi conosce. Ha mandato i suoi doni per aver ascoltato dicerie di terzi; se un giorno dovesse condannarmi, lo farebbe ugualmente per sentito dire. Per questo ho rifiutato i suoi doni."
Un giorno, finalmente, il popolo spodestò Tzu-yang.

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La truffa dell'Argento di Yuan Mei

L'arte d'imbrogliare sta diventando sempre più ingegnosa. C'era un vecchio di Chinling che portò alcuni lingotti d'argento alla bottega del cambiavalute, sul ponte della Porta Settentrionale, con l'intenzione di scambiarli con monete di rame. Conversando del più e del meno, si fece un dovere d'incidere qua e là i lingotti per saggiarne il contenuto, finché un giovanotto entrò nella bottega. Con il più grande rispetto si rivolse al vecchio e gli disse: "Ho incontrato vostro figlio a Changchou, per certi affari che avevamo in comune, ed egli mi ha dato una lettera e alcuni lingotti d'argento per voi. Stavo entrando a casa vostra, quando per caso vi ho visto entrare qui." Il giovane porse al vecchio la lettera e l'argento, salutò e se ne andò.
Il vecchio aprì la lettera e disse al cambiavalute: "Non ci vedo abbastanza per leggere la lettera di mio figlio. Volete prendervi il disturbo di leggerla per me?" Il cambiavalute acconsentì. La lettera trattava di argomenti familiari e si concludeva con queste parole: "Ti mando dieci tael di argento fino, per le tue necessità domestiche."
Compiaciuto, il vecchio disse al cambiavalute: "Ora potete anche ridarmi il mio argento, senza darvi la pena di valutarlo. Secondo la lettera di mio figlio, i lingotti d'argento che mi ha mandato pesano esattamente dieci tael; dunque, cambiatemi queste in monete di rame." Il cambiavalute pose i nuovi lingotti sulla bilancia e vide che pesavano 11.3 tael. Immaginò che il figlio del vecchio fosse stato troppo indaffarato per pesarli al momento di mandare la lettera, e avesse scritto "dieci tael" per approssimazione. "Il vecchio non può pesarli lui stesso," ragionò fra sé " quindi posso ignorare l'errore e tenermi la differenza." Diede al vecchio novemila monete di rame, che era il cambio corrente di dieci tael di argento fino, e il vecchio si portò via il denaro.
Un altro cliente che si trovava nel negozio cominciò a ridacchiare.
"Ho l'impressione che siate stato imbrogliato, principale," disse." Quel vecchio è un artista nel falsificare l'argento, e da molti anni! L'ho notato quando entrava qui dentro, ma non ho avuto il coraggio di parlare mentre era ancora nel negozio."
Il cambiavalute tagliò a metà i lingotti, vide che dentro erano di piombo e andò su tutte le furie. Ringraziò il cliente e gli chiese l'indirizzo del vecchio.
"Vive a circa un miglio da qui," disse il cliente "avete tutto il tempo di raggiungerlo. Ma egli è un mio vicino, e se scopre che l'ho tradito si vendicherà in qualche modo. Quindi vi dirò dove trovarlo, ma lasciatemi fuori da questa storia." Il cambiavalute gli chiese di accompagnarlo. "Se mi condurrete nelle vicinanze e m'indicherete il posto, poi potrete andarvene e il vecchio non saprà mai chi mi ha messo sull'avviso."
L'uomo esitava ancora per paura di compromettersi, ma quando il cambiavalute gli offerse tre tael d'argento acconsentì, come se non avesse scelta.
Uscirono insieme per la porta di Han Hsi. Più avanti, in distanza, scorsero il vecchio che spendeva il suo denaro al banco di uno spaccio di vino e beveva in compagnia di altri uomini.
"Eccolo là, agguantatelo in fretta! Io me ne vado" disse l'uomo. Il cambiavalute irruppe nello spaccio, afferrò il vecchio e cominciò a picchiarlo.
"Sporco furfante! Mi avete dato dieci tael di piombo rivestito d'argento per novemila monete di rame!" Gli avventori si radunarono attorno. E il vecchio, imperturbabile, disse: "Io ho cambiato dieci tael d'argento mandati da mio figlio, e di certo non contenevano piombo. Ma poiché mi accusate di avervi dato argento fasullo, ebbene, mostratemelo." Il cambiavalute esibì il lingotto spaccato allora il vecchio sorrise. "Questo non è il mio" disse. "Io non ne avevo che dieci tael , e infatti voi mi deste in cambio novemila monete; ma questo argento fasullo ha l'aria di pesare più di dieci tael: quindi, non può essere quello che vi ho dato. Amici, il cambiavalute è venuto qui per truffarmi!"
Gli avventori dello spaccio andarono a cercare una bilancia, pesarono l'argento e videro che pesava davvero11.3 tael. Allora, indignati, aggredirono di massa il cambiavalute lo pestarono per bene.
Così per un istante di avidità, il cambiavalute cadde nella trappola del vecchio; e se ne tornò a casa tutto ammaccato, in preda alle fiamme del rancore.

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La scure perduta di Lieh Tzu

Un uomo, che aveva perduto la scure, sospettò del figlio del vicino. Il ragazzo camminava come un ladro, aveva tutto l’aspetto di un ladro e parlava alla maniera dei ladri. Ma l’uomo ritrovò la sua scure mentre vangava nella valle, e la prima volta che rivide il figlio del suo vicino, il ragazzo camminava, appariva e parlava come un qualsiasi altro ragazzo.

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La Tigre dietro la Volpe di Chan Kuo Ts’e

Una Tigre catturò una volpe. La volpe disse:" Non oserai mangiare me! Lassù in cielo gli dèi mi hanno eletta capo di tutti gli animali: tu violeresti il mandato divino, se facessi di me il tuo pasto. Se non mi credi, lascia che io cammini davanti e tu vienimi dietro: vedrai se c’è un solo animale che oserà rimanere dove si trova! " La tigre acconsentì e andò dietro alla volpe, tallonandola.

Tutte le bestie che incontrarono fuggirono via.

Sbalordita, e convinte che la volpe fosse davvero il capo di tutti gli animali, la tigre se ne andò per la sua strada.

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