NUOVE FORME DI SOSTEGNO

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Il Sostegno a distanza «allargato»: la fantasia della solidarietà.

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L’idea più simpatica: per un alunno in più

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Quella più difficile: sostenere un leader

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La proposta più importante: sostenere un volontario fuori-legge

 

Il Sostegno a distanza «allargato»: la fantasia della solidarietà.

Sono le situazioni concrete della vita che ci obbligano a superare gli schemi e ad inventare nuove strutture.
Sono nate così nuove forme di solidarietà che ci ostiniamo a chiamare «Sostegno» perché riguardano «persone» della cui vita ci facciamo carico, almeno per un periodo significativo della loro vita.
E' implicita anche la condivisione delle scelte di queste persone e delle loro motivazioni. Così il Sostegno supera le distanze geografiche e culturali rendendoci realmente solidali con situazioni lontane e ci fa partecipi di progetti che aumentano la «qualità della vita» per tante persone.

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L’idea più simpatica: per un alunno in più

E' nata in una scuola di Catanzaro dove un'insegnante ha saputo trasmettere ai suoi scolari una apertura alla mondialità talmente concreta che i ragazzi stessi si sono inventati questo slogan: «per un alunno in più». Ecco la loro testimonianza: «Ti scriviamo questa breve lettera per dirti che i soldi inviati all'associazione sono frutto delle nostre piccole rinunce. Molte volte anche se non abbiamo potuto dare offerte in denaro, abbiamo ugualmente contribuito facendo dei fioretti. Speriamo di continuare a lungo con lo stesso spirito con cui abbiamo iniziato. Tanti saluti dalla 2°D».
Questa idea ha permesso di sostenere in particolare un progetto di scolarizzazione in Cambogia dove 1200 ragazzi e ragazze possono contare, per il loro materiale scolastico, sul contributo di questi alunni.

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Quella più difficile: sostenere un leader

Chiunque operi come Volontario Internazionale ha come compito principale quello di trasferire tutte le sue competenze e la sua esperienza ai leaders locali fino al punto di rendersi... inutile. Ovvero di fare in modo di rendere superflua per il prosieguo del progetto la presenza di Volontari espatriati.
Ma molte volte, dopo aver individuato persone del posto capaci, volenterose, preparate, irrompe inesorabile la situazione di povertà, la mancanza di una retribuzione minimamente sufficiente da parte dello Stato. E' indispensabile sostenere dall'esterno queste «buone volontà» locali. 
Scrivono alcuni volontari in Brasile al momento di lasciare il Paese dopo tre presenze italiane che avevano coperto l'arco di quattro anni: «Una proposta che potremmo lanciare è questa, simile al Sostegno a distanza, soltanto che al posto di sostenere un bambino orfano, si sostiene un giovane e forte leader comunitario che può aiutare giornalmente centinaia di bambini orfani e non. Noi da parte nostra, partecipiamo con una quota del nostro stipendio mensile».

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La proposta più importante: sostenere un volontario fuori-legge

La proposta di maggior rilevanza che si possa fare ad un donatore, anzi ad un gruppo o comunità di donatori è di prendersi cura e di adottare volontari che per due o più anni mettono a disposizione la loro vita e la loro competenza per recarsi nei Paesi Poveri, inserendosi in un progetto di sviluppo.
In Italia la legge 49/87 permette di inviare ufficialmente volontari inseriti in progetti approvati e garantisce loro uno stipendio, l'assicurazione, il viaggio, i contributi sociali e il mantenimento del posto di lavoro, se sono dipendenti statali. Questa strada è irta di difficoltà burocratiche e molto lenta, e pochi volontari riescono ad utilizzarla.
La filosofia di un organismo come il VIS, già da oltre un decennio, è di non limitarsi alle scarse possibilità offerte dal Ministero degli Affari Esteri con la legge 49 e di proporre un «volontariato fuori legge». Questo invito è stato accolto già da oltre cento persone che, avendo deciso di spendere gratuitamente alcuni anni della propria vita, hanno accettato di essere sostenuti da una comunità, o gruppo, che li invia.
Questo è il cuore del discorso: una Comunità che sente l'urgenza della dimensione mondiale, che dilata il suo cuore ad amare coloro che nessuno ama e anziché catturare per sé i suoi figli migliori, li sceglie e propone loro di mettersi al servizio degli ultimi.
Sostenere un fuorilegge significa mantenere un rapporto di collaborazione con questi volontari assumendo anche le spese di viaggio, assicurazione, contributi sociali e aiutandoli a reinserirsi nel mercato dei lavoro, al loro rientro. Da parte sua il volontario, sentendosi «inviato», dovrà mantenere i contatti con la comunità di partenza divenendo quel «ponte umano» che permette ad ambedue le comunità di scambiarsi ricchezze materiali, spirituali, educative, per cui si avvera quanto preconizzava il Papa nella Redemptoris Missio (58): «promuovere lo sviluppo educando le coscienze».

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