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alberi.gif (634 byte) L'IMPATTO DEL TURISMO

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pulsante lampeggiante.gif (995 byte) UN CODICE DI VIAGGIO

 

VALUTARE L'IMPATTO TURISTICO

Talvolta l’impatto turistico è devastante per le aree che, senza una programmazione razionale, vengono "spalancate" al turismo di massa. Ecosistemi a particolare "rischio-turisti sono le barriere coralline, in veloce scomparsa in parte per motivi legati al cambio climatico, in parte perché superati i limiti di sostenibilità turistica.

Lo scorso anno, in un articolo uscito sul South China Morning di Hong Kong, così veniva descritta la situazione di uno dei "paradisi" delle vacanze più gettonato, l’isola di Bali in Indonesia: "gli abitanti si lamentano per la discriminazione che l’industria turistica esercita nei loro confronti, non possono sedersi sulla spiaggia di un grande albergo (buona parte del litorale), che subito arriva qualcuno che minaccia di chiamare la polizia. Alla gente del posto, poi, si proibisce di pescare, di organizzare giochi o cerimonie religiose perché, dicono i proprietari degli alberghi, potrebbero disturbare i turisti". A proposito di alberghi: "Sono numerosissimi -scrive il Morning- e la rete fognaria è assolutamente inadeguata, con effetti disastrosi sull’ecosistema della barriera corallina. Campi da golf e piscine consumano enormi quantità di acqua (500 litri al giorno per ogni stanza di albergo), mettendo in crisi il sistema di coltivazione del riso".

Dunque il turismo può innescare un processo di arricchimento, ma, se non adeguatamente governato, alla lunga rischia di rivelarsi un boomerang.

Forse il principale problema per i paesi del Sud del mondo che si affacciano all’industria del turismo globale è la pianificazione e la gestione di un turismo sostenibile, che non comprometta cioè il patrimonio ambientale, culturale e sociale del territorio.

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DESTINAZIONE SUD PER UN TURISMO RESPONSABILE

Esiste un turismo diverso, responsabile, un altro modo di viaggiare.

L'obiettivo del turismo responsabile è creare itinerari mirati a raggiungere un punto d'incontro geografico e culturale e volti alla diffusione di un turismo che rispetti le esigenze dei popoli e dei paesi visitati.

Stiamo parlando, cioè, di un turismo programmato in consultazione con le comunità locali e con gli investitori, che sia giusto ed equo per la comunità ospitante, economicamente sostenibile nel lungo periodo, che non provochi danni alle attrazioni turistiche e all’ambiente naturale e che, quindi, richiede un grande sforzo di programmazione e anche grossi investimenti.

Naturalmente quella dello sviluppo di un turismo sostenibile è una sfida che accomuna tutte le destinazioni: ma, come abbiamo già sottolineato, i Paesi poveri, che sono anche molto fragili politicamente, che sono poveri di infrastrutture e di management, rischiano di perderla molto facilmente. Tanto meno un Paese è in grado di offrire strutture e servizi, tanto più dipende dagli investitori esteri, tanto minori sono le entrate derivanti dal turismo che rimangono in loco.

Lo sviluppo di un turismo sostenibile rappresenta quindi una grande potenzialità per molti Paesi del Sud del mondo, sia in campo strettamente economico, attraverso la crescita dell'occupazione locale e l'introito di valute forti, che in campo sociale, attraverso la valorizzazione delle risorse ambientali, umane e culturali, che lo sviluppo di altri settori produttivi non consente.

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UN CODICE DI VIAGGIO

I comportamenti di fondo del turista responsabile sono riassunti nei 6 punti del "codice di viaggio", da considerare insieme alla valutazione dell'impatto ambientale:

la non casualità: il viaggio viene costruito attorno ad un contatto umano con un gruppo locale estraneo all'industria turistica;
la preparazione del viaggio, mirata ad ottenere dinamiche positive nel gruppo e con gli ospitanti;
l'importanza delle valenze culturali, turismo quale approfondimento multidisciplinare;
l'equità sul piano economico, facendo in modo che la maggior parte dei soldi spesi restino nel paese di destinazione;
la cooperazione, ad esempio sostenendo piccoli progetti locali a vantaggio dei gruppi di base e della gente del posto;
poche destinazioni approfondite, piuttosto che numerose "mordi e fuggi".

Questi "criteri per un viaggiare non dannoso" possono servire da riferimento per i nostri viaggi, esistono poi associazioni e cooperative che offrono questa forma di viaggio grazie ai contatti diretti con realtà locali.

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