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vistmont.wmf (179042 byte) TURISMO E SUD DEL MONDO

 

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Un turismo che tira

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Pochi grandi Operatori

 

Un turismo che tira

Ma anche in questo settore dell’economia mondiale, le differenze tra Nord e Sud del pianeta sono abissali, l’80% degli spostamenti internazionali è appannaggio dei residenti di soli 20 paesi. Nel 1997 un inglese spendeva in turismo 330 dollari all’anno, un americano 154, un tunisino 22, un indiano solo mezzo dollaro. Anche le principali destinazioni turistiche sono nei paesi del Nord, che ricevono il 70% dei turisti e incassano il 72% del fatturato del settore.

Il vero detonatore della rivoluzione turistica è stata la classe lavoratrice dei paesi industrializzati, che negli anni ’80 ha cominciato a varcare i confini dei rispettivi paesi per recarsi in "paradisi tropicali" lontani migliaia di chilometri, ma a più buon mercato della solita località balneare vicina a casa. Nelle immense periferie del Sud del mondo il fenomeno turismo è invece ancora trascurabile: Africa e Asia Meridionale, per quanto in crescita, non ricevono né generano flussi turistici apprezzabili.

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 Pochi grandi Operatori

Sin dall’inizio il turismo, così come noi oggi lo intendiamo, è stato appannaggio del solo mondo occidentale ed ha avuto un impatto abbastanza negativo sulla realtà che andava ad incontrare, andando a modificare o stravolgere situazioni esistenti da secoli, introducendo concetti di civiltà a senso unico, cancellando o minimizzando il valore delle tradizioni e delle usanze locali. Attualmente il turismo riguarda, in misura differente, quasi ogni cittadino del mondo. Eppure quel carattere iniziale non è andato perso.

Per comprendere la situazione alla quale facciamo riferimento occorre una precisazione preliminare.

L’industria turistica è fortemente concentrata nelle mani di pochi grandi operatori, anche se esistono migliaia di piccole agenzie, che però ripropongono per lo più i pacchetti dei "grandi".

Ciò fa si che questi grandi possono realmente perseguire il proprio esclusivo interesse senza alcun serio ostacolo, con una ricaduta molto negativa sulle economie di molti paesi poveri.

E' questo il punto nodale della nostra riflessione: che tipo di impatto ha sui paesi del Sud del mondo questo strapotere dei grandi?

Sul versante economico è facile immaginare come la massimizzazione del profitto dei grandi operatori debba necessariamente tradursi in un mancato guadagno, o meglio giusto guadagno, del paese ospite. Si calcola, difatti, che di quanto pagato per un viaggio in una meta del genere ciò che rimane nel paese ammonti a solo il 10% per le Mauritius, il 30 % per il Kenya e lo Sri Lanka, il 47% per il Nepal, il 59% per la Tailandia. A quanto pare il turismo non è ancora in grado di incidere significativamente sulle economie di quei paesi se si pensa che a ciò va aggiunto che, contrariamente a quanto si immagina, le immense periferie del Sud del mondo non ricevono ancora flussi turistici economicamente apprezzabili.

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