Covid-19, le ONG chiedono un emendamento al decreto "Cura Italia" per consentire l’adeguamento degli interventi

25 marzo 2020 - Pubblichiamo integralmente il comunicato congiunto di AOI, Link2007 e CINI, di cui il VIS fa parte:

 

La pandemia da Covid-19, che sta così duramente colpendo il nostro Paese, ormai  interessa tutto il mondo. Le organizzazioni della società civile italiane che lavorano in Italia e nel mondo per la cura, la tutela dei diritti e lo sviluppo delle comunità più fragili, sono estremamente preoccupate dalla situazione che rischia di compromettere la possibilità di continuare le attività con e per le comunità dei Paesi in cui lavorano, oltre a mettere in pericolo la vita di tante persone.

 

La chiusura delle frontiere di molti Paesi, l’impossibilità di proseguire normalmente attività che comportino il raggruppamento di persone, la difficoltà di reperire materiale causano il rallentamento di molti programmi ed il rinvio di alcune attività, mentre altre, legate agli effetti della pandemia, dovranno essere prese in considerazione nel corso del tempo. Da qui la necessità di proroghe e variazioni dei progetti in corso finanziati dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, AICS.

 

Per garantire la sicurezza del personale e un’appropriata continuità delle attività, le rappresentanze delle Reti delle organizzazioni della società civile AOI, CINI e LINK2007, hanno condiviso una proposta di emendamento al Decreto Legge “Cura Italia”.

 

L’emendamento proposto permetterebbe all’AICS, nei limiti delle risorse finanziarie già disponibili, di provvedere ad adeguare gli interventi in corso che sono stati rallentati o devono essere modificati a causa della pandemia e per esigenze legate alla sicurezza e alla tutela del personale. E’ infatti urgente superare alcuni limiti procedurali in merito a proroghe e variazioni non onerose e all’incremento di contributi alle iniziative di sviluppo e di emergenza umanitaria da realizzare nei Paesi partner e a quelle di Educazione alla Cittadinanza Globale da realizzare in Italia. Viene chiesto, inoltre, di spostare da biennale a triennale la cadenza della verifica dell’iscrizione all’elenco dei soggetti non profit della cooperazione internazionale.

 

Photo credit: cininet.org