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Myanmar

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 1991

Avvio attività
VIS nel paese

 1

Progetti di sviuppo finanziati
da enti istituzionali

 

 

     

“Ci sono opportunità reali di sviluppi significativi per migliorare la situazione dei diritti umani e la transizione per la democrazia”  

T. Ojea Quintana, UN Special Rapporteur per il Myanmar

settembre 2011

  • Il contesto

Il Myanmar è uno Stato del Sud-Est asiatico, il 40° più esteso del mondo, e, con 58,8 milioni di abitanti, il 24° più abitato. È un Paese politicamente e istituzionalmente fragile e con un’economia poco sviluppata, che si risolleva a partire dal 2011 da una dittatura militare durata quasi cinquant’anni (dal 1962) e dalle conseguenti sanzioni economiche adottate dalla comunità internazionale come strumenti di pressione diplomatica per un’evoluzione del Paese verso la democrazia.

Le prime elezioni svoltesi durante il regime militare (1990) videro la vittoria dell’LND (Lega Nazionale per la Democrazia) di Aung San Suu Kyi, ma furono invalidate e la leader fu condannata agli arresti domiciliari, condizione in cui fu insignita del Premio Nobel per la Pace (1991) e da cui è stata liberata dopo le elezioni del 2010. La giunta è stata dissolta nel 2011 con l’insediamento di un governo civile, in cui però molte posizioni sono occupate da membri dell’Esercito.

Il 2012 è l’anno dell’apertura del Myanmar alla comunità internazionale, accolto con l’annuncio di aiuti per 150 milioni di euro da parte del Presidente del Consiglio Europeo come impegno nel supporto alle riforme. Le sanzioni sono state sollevate e/o riviste dopo le elezioni di metà mandato di aprile, nelle quali l’LND ha vinto il 90% dei seggi, e dopo le misure governative per il miglioramento delle condizioni della popolazione. La situazione però rimane difficilissima. L’ISU del Myanmar lo pone al 149° posto nel mondo, tra i Paesi a basso sviluppo umano, quarto peggiore in Asia. Il 32,9% dei birmani vive sotto la soglia di povertà e l’economia soffre di decenni di isolamento. La politica economica del governo mira a diminuire la corruzione, gestire oculatamente la politica monetaria e favorire gli investimenti. Le Nazioni Unite, l’UE ed altre organizzazioni riportano però sistematiche violazioni dei diritti umani. Il sistema sanitario è al collasso, la disoccupazione preoccupante, con una punta del 52,1% a Yangon. Solo il 18% delle donne ed il 17,6% degli uomini ha completato il ciclo di istruzione secondario e vi è una carenza di strutture scolastiche e di docenti (il rapporto con gli alunni può arrivare fino a 1/60).

  • Dove siamo: Yangon, Anisakhan, Mandalay, Pyin Oo Lwin e Thibaw e Hlaing Tharyar (distretto di Yangon)
  • IL NOSTRO INTERVENTO IN MYANMAR

Il VIS ha stretto legami con l’Ispettoria Salesiana del Myanmar, per la presentazione di proposte progettuali a supporto delle attività della Congregazione nel Paese.
Gli obiettivi conseguiti della missione sono stati quella della conoscenza dei membri del Consiglio Ispettoriale e del Progetto Organico Ispettoriale, così come della realtà di diverse opere che sono state visitate (nelle località di Yangon, Anisakhan, Mandalay, Pyin Oo Lwin e Thibaw) ed un’approfondita analisi del Paese e del suo momento storico e sociale, per giungere alla definizione di ambiti d’intervento e geografici sui quali il VIS si concentrerà negli anni a venire.
Ciò che è emerso da questo periodo di forte dialogo con il proprio partner è la necessità di offrirgli un supporto gestionale e tecnico per cogliere appieno le maggiori opportunità che essa avrà, in questo momento storico di apertura del Paese, nell’implementare azioni nell’ambito educativo/formativo (è dalla riforma del 1962 che i Salesiani non hanno potuto gestire direttamente scuole) ed in quello del lavoro sociale con le categorie più a rischio, soprattutto nei contesti urbani.

Vi sono poi due processi in cui il VIS potrà essere un lievito importante: la costruzione di reti, soprattutto con il sistema pubblico e con il privato sociale, con i quali la Congregazione è stato in una condizione di “reciproca indifferenza” negli ultimi 50 anni; l’acquisizione di know-how gestionale, sia in termini di management dei progetti di cooperazione, sia in termini di supporto amministrativo e contabile per lo start-up di nuovi servizi e per soddisfare gli standard richiesti da donatori, strutture statali e Congregazione stessa.

Su queste basi attualmente un progetto è vede l’avvio del Don Bosco Vocational Training Center (DBVTC) a Hlaing Tharyar, il maggiore distretto creato intorno alla città di Yangon negli ultimi anni. Nato come centro industriale, negli ultimi anni vi si sono riversati migliaia di disoccupati e “squatter”, operai inoccupati e disoccupati in cerca di lavoro, fuoriusciti o forzatamente costretti a lasciare il centro di Yangon; dal 2008, il distretto è stato anche la principale dimora dei rifugiati in seguito al ciclone Nargis, arrivando a contare più di 160.000 abitanti, in maggior parte migranti. Il progetto comprende azioni, orientate a questi gruppi target, sviluppate su due direttrici, infrastrutturale e didattico-formativa e di capacity building. Si contribuisce alla costruzione del plesso formativo del DBVTC e vengono equipaggiate le aule d’insegnamento teorico, le aule ausiliarie ed i laboratori di formazione pratica dei primi due corsi del Centro: Informatica e Saldatura e Lavorazione dell’Alluminio. Il VIS sostiene inoltre il partner locale nella creazione dell’architettura didattica, con apposita formazione pedagogica e di strutturazione dei curricula, oltre che di capacità di lavoro in rete con istituzioni pubbliche ed imprese private, al fine dell’inserimento lavorativo dei giovani allievi.
Un contesto differente e che intendiamo sostenere nel futuro, è quello che interessa la zona al confine con la Cina, la Wa Region: si tratta di un territorio con un’ampia sovranità indipendente dal potere centrale, dove i Salesiani operano come “terra di missione” e dove in particolare, in collaborazione con le autorità locali, gestiscono scuole elementari e piccoli programmi di sviluppo.

  • PARTNER E FINANZIATORI

Collaborazione con la CEI per il DBVTC e con i partner locali per la formazione pedagogica e la strutturazione dei curricula. Collaborazione con l’ispettoria Salesiana del Myanmar

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