PER UNA FINANZA DEMOCRATICA, RESPONSABILE E SOVRANA
CONVEGNO PUBBLICO
PER UNA FINANZA DEMOCRATICA, RESPONSABILE E SOVRANA
11 Giugno 2009
Roma, Sala delle Conferenze Piazza di Montecitorio, 123/A
10.00-19.00
Organizzazioni promotrici:
CRBM/Mani Tese, Eurodad, WEED, Bretton Woods Project, Glopolis, CCFD, CNCD
PROGRAMMA
10,00 Sessione introduttiva
Benvenuto della CRBM: “Un anno di summit, a che scopo?”
Introduzione e moderazione: Antonio Tricarico, Coordinatore, CRBM
Relatore principale: On. Fausto Bertinotti, Presidente Fondazione Camera dei Deputati
11,00 Prima sessione
Finanza per lo sviluppo ai tempi della crisi
Ripensare le basi dei flussi finanziari Nord-Sud
Moderatore: Alex Wilks, direttore, Eurodad Debt and Development Network
Relatori:
Demba Moussa Dembele, direttore, Forum for African Alternatives
Neil Watkins, direttore, Jubilee USA
Bhumika Muchhala, ufficio di Ginevra, Third World Network
Discussant: Rappresentante del Ministero degli Affari Esteri italiano con competenze sulla finanza per lo sviluppo
Discussione aperta ed interazione con la platea
13,00 Pranzo buffet
14,30 Seconda sessione
Riparare la finanza nel Nord del mondo
Regolare la finanza nel Nord a favore dell'equità, la stabilità ed uno sviluppo coerente e sostenibile
Moderatrice: Lidy Nacpil, coordinatrice, Jubilee South Asia-Pacific
Relatori:
Katharina Muhr, World Economy Ecology and Development
Beverly Keene, coordinatrice Jubilee South global
Prof. Alessandro Volpi, Università di Pisa
Discussant: Rappresentante del ministero dell'economia italiano
Discussione aperta ed interazione con la platea
16,15 Coffee Break
16,30 Terza sessione
Ripensare la finanza per il clima
Oltre misure palliative, verso soluzioni strutturali e modelli alternativi
Moderatore:
Njoki Nerhu, direttrice esecutiva, Daughters of Mumbi Global Resource Center/ Solidarity Africa Network
Relatori:
Rezaul Chouwdhry, convenor of equity and justice working group, Equity Bangladesh
Elena Gerebizza, development finance policy officer, CRBM
Jens Kubush, CSR policy officer, Unicredit Group
Discussant: Rappresentante del Ministero degli Affari Esteri italiano con competenze sul negoziato G8
Discussione aperta ed interazione con la platea
18,15 Conclusioni
Guardare avanti
Pietro Mariano Benni, Direttore, Misna
Antonio Tricarico, Coordinatore, CRBM
L'ufficio G8 della Presidenza del Consiglio dei Ministri è invitato a partecipare a questa sessione per illustrare gli obiettivi della presidenza italiana con uno sguardo al prossimo vertice del G20 e gli incontri d'autunno delle istituzioni finanziarie internazionali.
19,00 Chiusura
* in attesa di conferma
Durante il corso dell'intero incontro vi sarà traduzione simultanea italiano-inglese e inglese-italiano.
Si prega di confermare la propria partecipazione a:
Luca Manes
Ufficio stampa
CRBM/Mani Tese
Via Tommaso da Celano, 15
00179 Roma
335.57 21 837 – 06.78 26 855
Il 12 e 13 giugno i ministri delle Finanze del G8 si incontreranno in Italia, sotto la presidenza italiana del G8, per compiere dei passi in avanti in merito alle decisioni prese al G20 dello scorso 2 aprile a Londra riguardo la crisi economica e finanziaria. Molto probabilmente discuteranno di un cosiddetto “global standard”, che ha l’obiettivo di promuovere una convergenza tra i differenti standard che si occupano di questioni relative alla finanza (FSF, OCSE, FMI) a livello mondiale. Mentre i dettagli di questo piano rimangono poco chiari e discutibili, si crea così l’opportunità per i gruppi della società civile di rendere pubbliche le loro proposte sulla regolamentazione. Dal summit londinese dei leader del G20 dello scorso 2 aprile il tema di quale regolamentazione finanziaria adottare per evitare crisi future e garantire una stabilità finanziaria, incentivando allo stesso tempo uno spostamento verso un’economia sostenibile e produttiva, ha avuto una rilevanza relativa nell’agenda globale. Lo stimolo fiscale è invece stato prioritario.
In questo contesto è particolarmente preoccupante che sia promossa una nuova ondata di prestiti non concessionali promossi dal Fondo monetario internazionale, dalla Banca mondiale e da altre istituzioni pubbliche, come le agenzie di credito all’export. Il G20 e altri consessi hanno conferito mandati addizionali a queste istituzioni nel contesto della crisi e senza delle indicazioni precise su come utilizzare i fondi o come esercitare delle attenzioni specifiche per i bisogni dei Paesi a basso reddito. Per la verità si sono già fatte sentire numerose voci di rilievo che chiedono che gli standard sull’effettuazione dei prestiti siano sospesi e abbandonati per assicurare che il denaro si muova rapidamente. Il “pacchetto mille miliardi” del G20 è ancora in fase di attuazione, come mostrato dai recenti conflitti dentro la Banca mondiale ed il Fondo monetario agli incontri di primavera delle due istituzioni di Bretton Woods. Questo tipo di finanziamento potrebbe perpetuare il ben conosciuto ed economicamente dannoso modello delle condizionalità economiche, che potrebbe portare a nuovi debiti illegittimi che dovranno essere ripagati dalle generazioni future. L’alternativa è che il 2009 possa rappresentare l’alba di una nuova era nei finanziamenti Nord-Sud, dal momento che gli esponenti politici e le istituzioni internazionali siano forzati a mutare politiche e approcci generali.
L’attuale crisi dimostra ancora una volta i rischi di processi decisionali opachi e non democratici che governano le principali decisioni sulla finanza. Il vertice di Roma si terrà pochi giorni dopo la Conferenza di alto livello delle Nazioni Unite sugli impatti della crisi economica e finanziaria sui Paesi in via di sviluppo. La Commissione Onu, presieduta dal premio Nobel Joseph Stiglitz, ha sollevato un crescente dibattito sulla riforma dell’architettura finanziaria globale, incluso il ruolo e il mandato delle istituzioni di Bretton Woods, e più in generale delle riforme della governance economica globale. Alcuni governi hanno già intavolato la proposta di creare un World Economic Council in ambito Nazioni Unite. Ma queste ambiziose proposte devono ancora formare un significativo momentum politico, mentre le implicazioni dei piccoli cambiamenti apportati alle istituzioni esistenti come il Fondo monetario e il Financial Stability Board – presieduto dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi – sono risibili. Sullo sfondo si trova la questione del perché il G8 continui ad agire come un forum decisionale ora che il G20 e altri consessi, come l’Unione europea e i vari organismi regionali, hanno preso il sopravvento.
Il convegno radunerà analisti e attivisti di tutto il mondo, affinché esprimano le loro opinioni in merito alle regole fondamentali necessarie per governare la finanza. Il loro obiettivo è di promuovere la stabilità finanziaria e introdurre democrazia e redistribuzione sociale per subordinare la finanza globale ad un’economia reale e sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale. Allo stesso tempo in tutti i panel verranno presentate delle proposte per modificare radicalmente la governance finanziaria globale. In maniera analoga, in tutti i panel ci si chiederà se per risolvere la crisi sia sufficiente spendere di più tramite i meccanismo esistenti, oppure se ci sia bisogno di strutture e modelli del tutto innovativi.
** L'incontro è parte del progetto "Towards a global financial system fit for development. Building awareness, mobilising opinion", realizzato con il contributo economico dell’Unione
Europea. I contenuti del documento sono esclusiva responsabilità delle organizzazioni promotrici e non sono riconducibili in alcun modo alle posizioni ufficiali dell’UE.








