Educazione ai Diritti Umani
Durante la Conferenza di Vienna del 1993, la comunità internazionale riconobbe l’importanza fondamentale dell’educazione ai diritti umani al fine di promuovere e diffondere a tutti i livelli una cultura universale dei diritti umani e, in particolare, prevenirne le violazioni.
Nel dicembre del 1994, proclamando il Decennio delle Nazioni Unite per l’Educazione ai Diritti Umani (1995-2004) coordinato dall’Alto Commissario per i diritti umani, l’Assemblea Generale definì l’educazione ai diritti umani: “un processo permanente attraverso il quale la gente, a qualunque livello di sviluppo e in tutti gli strati della società, impara il rispetto e la dignità degli altri nonché i modi e i metodi per garantire tale rispetto in tutte le società”.
Il diritto all’educazione ai diritti umani trova comunque un solido fondamento in numerosi strumenti del diritto internazionale dei diritti umani, fra gli altri:
- art.26.2 della Dichiarazione Universale
- art.13 del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali
- art.7 della Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale
- art.10 della Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne
- art.29 e 42 della Convenzione sui diritti dei bambini e degli adolescenti
Educare ai diritti umani oggi vuol dire educare alla pace, all’interculturalità, alla gestione non violenta dei conflitti, alla cittadinanza mondiale, attiva e responsabile. Tutte materie trasversali alle discipline scolastiche e a tutte le attività della scuola - in ogni grado e per ogni livello di istruzione, formazione universitaria compresa - in quanto partecipe di un compito che deve essere dell'intera società. Per contrastare ogni forma di individualismo, di intolleranza, di razzismo, di massificazione, dobbiamo imparare a costruire percorsi di educazione alla conoscenza e al rispetto dei diritti di ogni persona, al dialogo, alla collaborazione, alla giustizia, alla legalità, e alla pace, ossia ai valori che danno consistenza agli ideali e alle forme storiche della democrazia (Pronuncia del CNPI del 23 febbraio 1995 su "Educazione civica, democrazia e diritti umani").
Educare ai diritti umani civili, culturali, economici, politici, sociali come diritti fondamentali, indivisibili e interdipendenti deve divenire una realtà.
E’ necessario venir fuori da quel senso di profonda insoddisfazione per lo stato dell’arte in materia di educazione ai diritti umani troppo spesso ancora intesa nel senso più tradizionale di educazione civica come insegnamento frontale, sporadico e rimesso alla sensibilità del singolo educatore. L’educazione ai diritti umani, o meglio ad una cultura dei diritti umani, deve uscire dal ristretto ambito di competenza di giuristi e avvocati senza alcuna aspirazione interdisciplinare per diventare patrimonio di tutti, di chiunque si senta pronto ad aprire e sostenere un dialogo interculturale che dai diritti umani tragga fondamento.









