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Siria

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 2011

Avvio attività
VIS nel paese

 1

Progetti di
sviuppo finanziati
da enti istituzionali

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Sostegno alle missioni

 

 

 

 

           

Il VIS ha iniziato a lavorare in Siria nel 2011 - prima che scoppiasse il confl itto - per sostenere con i Salesiani i profughi iracheni che erano fuggiti dal loro Paese e avevano trovato
rifugio nell’area di Damasco. Da quando, con l’inizio del conflitto, la situazione è diventata drammatica nella stessa Siria, le attività di supporto del VIS e dei Salesiani si sono estese
anche alle persone/famiglie siriane colpite in vario modo dal confl itto, e non solo a Damasco, ma anche ad Aleppo e Kafroun, ovvero in tutte e tre le aree del Paese dove i Salesiani gestiscono delle strutture educative e di accoglienza. Il conflitto in Siria (iniziato nel marzo 2011) ha causato fi nora centinaia di migliaia di morti e altrettanti feriti; nel 2013 la situazione umanitaria è peggiorata moltissimo. Secondo le Nazioni Unite (OCHA – Offi ce for the Coordination of Hu manitarian Affairs “High Level Group Of Humanitarian Challenges in Syria”, Febbraio 2014), 9,3 milioni di persone hanno urgente necessità di assistenza, inclusi 6,5 milioni di sfollati interni. Circa 242.000 persone vivono in stato di assedio e 3,3 milioni sono intrappolate in zone defi nite come “difficili o impossibili da raggiungere”.

Molti sfollati hanno cercato rifugio nelle città di Damasco e Aleppo e nelle zone montuose intorno a Homs e Hama, aree in cui hanno avuto inizio gli scontri. Gli sfollati sono spesso accolti in scuole e strutture pubbliche. Nelle città è diventato quasi impossibile reperire i beni di prima necessità: carburante, elettricità, acqua, pane, gas – per citare i più importanti - e a ciò si deve aggiungere la mancanza di sicurezza dovuta al dilagare degli scontri. La situazione economica generale peggiora continuamente a causa della chiusura delle fabbriche e delle attività economiche e lavorative, con un conseguente aumento dei tassi di disoccupazione. Il desiderio di emigrare è molto diffuso tra la popolazione, ma per tanti motivi – non ultimo quello economico – la fuga non è sempre possibile.
Dalle parole di don Munir (Ispettore salesiano del Medio Oriente) che visita costantemente le tre opere salesiane del suo Paese - Damasco, Aleppo e Kafroun, come ricordato sopra – abbiamo conferma del clima di terrore, tristezza e insicu rezza che si respira nel Paese, dove è ormai diffi cile muoversi per le strade senza avere il timore di essere colpiti: “La gente si sente come se fosse rinchiusa in una grande prigione. Non vi è alcuna possibilità di lavoro, mancano il cibo, la farina, la verdura, la carne, i combustibili. Insomma, la gente cerca di sopravvivere. Le famiglie affrontano la situazione come meglio possono. Molti hanno lasciato la Siria e altri pensano di emigrare appena possibile. Altri ancora sono decisi a rimanere dove sono ad ogni costo. Naturalmente, questa dolorosa situazione pesa soprattutto sui giovani, che non vedono possibilità di futuro o di uscita dalla loro situazione, per cui vivono una vita senza scopo. Tuttavia, vi sono anche molti giovani che affrontano la realtà con coraggio e determinazione e si prestano con piacere come volontari.”
Nel 2013 il VIS ha continuato a sostenere i Salesiani nella realizzazione di molte attività, come il sostegno a circa 300 famiglie di sfollati (100 a Damasco, 150 ad Aleppo e 50 a Kafroun) e la realizzazione di attività sociali, educative e ricreative:
è stato possibile realizzare diverse attività didattiche (accompagnamento e recupero scolastico, corsi di arabo, scienze, inglese, musica, arte), attività ludiche e sportive per ragazzi e giovani presso le tre strutture salesiane. Sono stati acquistati generi alimentari, gas, generatori elettrici, materiali per le pulizie e altri generi di prima necessità. Cercheremo di sostenere tali attività anche nel 2014, nella speranza che la situazione locale, comunque, migliori.
La casa di Kafroun, che in genere veniva aperta solo in estate per le attività estive dei gruppi giovanili, ha continuato anche quest’anno ad accogliere gli sfollati provenienti dall’area di Aleppo. Anche la casa di Aleppo rappresenta un punto di riferimento per i giovani e per le loro famiglie, che non solo ricevono aiuti (alimenti, medicine, soldi per acquisti e affitti), ma hanno anche la possibilità di trascorrervi le ore pomeridiane e serali, coinvolti in attività sociali, ludiche e ricreative, di supporto psicologico e condivisione. Nel corso dell’anno anche le opere salesiane sono state colpite sia nelle strutture fisiche sia, purtroppo, nelle persone: ad Aleppo un giovane che frequentava le attività educative presso il centro salesiano è caduto vittima di un’esplosione, mentre si recava proprio all’oratorio.
Il lavoro svolto dai Salesiani e dai loro collaboratori rappresenta un dono prezioso per le famiglie siriane. Visto il perdurare del confl itto e il peggioramento delle condizioni della popolazione, il VIS sta cercando di raccogliere ancora fondi perportare avanti le attività anche nel corso del 2014.

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