Turchia

La Turchia può essere considerata oggi più che mai un ponte tra Oriente e Occidente, crocevia di culture, religioni, etnie e cittadinanze. Le situazioni di conflitto sia in Medio Oriente, in particolare in Iraq, che in altri paesi africani, ne hanno fatto paese di destinazione di molti migranti. La situazione in cui molti di essi si trovano è da un lato caratterizzata dalla facilità di ingresso, ma dall’altro è segnata da una totale assenza di riconoscimento giuridico, di partecipazione politica e di tutela dei loro diritti. La Turchia, infatti, è un paese non ancora pronto ad accogliere gli immigrati e privo di una legislazione ad hoc, aspetto che se da un lato rende molto facile l’ingresso, dall’altro, rende difficile la permanenza e l’uscita. Una gabbia in cui è facile entrare, ma da cui non si riesce ad uscire. Alcuni profughi riescono a lasciare il paese, ma tanti altri, per diversi motivi, si fermano anche per molti anni. In questa situazione si moltiplicano situazioni di discriminazione, emarginazione e povertà materiale e spirituale.
È in questo difficile contesto che i salesiani lavorano da oltre 10 anni, ovvero da quando si è intensificato l’esodo dei cristiani dall’Iraq. Per far fronte alle difficoltà di inserimento sociale di tanti profunghi, Don Rodolfo, insieme alla comunità Salesiana di Istanbul, ha organizzato una scuola informale per ragazzi iracheni. Il VIS sostiene le attività dei salesiani in Turchia a tutela dei diritti dei profughi dal 2007: dapprima concentrandosi solo sui profughi iracheni, e passando dal 2008 anche all’assistenza dei profughi provenienti da diversi paesi africani e dall’Asia. La domanda di sostegno e assistenza, infatti, si è fatta sempre più pressante.
Nell’ambito di tale collaborazione e con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), vengono realizzate numerose attività a favore dei profughi iracheni. Sono stati sostenuti corsi di Inglese, Matematica, Scienze, Disegno, Musica, Informatica (6 giorni a settimana per 5 ore al giorno), attività sportive, danza e altre attività ricreative (nel pomeriggio e al sabato); vengono all’occorrenza distribuiti vestiti, un servizio mensa (un pasto al giorno) e sono erogati sostegni economici alle famiglie; altresì, sono organizzate attività ricreative e culturali, come gite e soggiorni estivi nell’isola di Buyukada; infine, è attivo un servizio di consulenza e supporto amministrativo per seguire numerose pratiche per l’ottenimento dello stato di rifugiato o del visto per emigrare.
Quanto al lavoro con i profughi provenienti da altri paesi africani e dall’Asia, grazie all’intervento della CEI, si realizzano a loro favore (tra le 70 e le 80 persone): distribuzione di un pasto al giorno, attività di assistenza sanitaria, sostegno ai profughi che finiscono in prigione per irregolarità dei documenti, organizzazione di momenti di aggregazione, attività ricreative e culturali, consulenza e assistenza legale per favorire la regolarità dei documenti, iscrizione a corsi di lingua turca, attività di supporto per la ricerca di un lavoro, acquisto e installazione di attrezzature per corsi di informatica e realizzazione dei corsi stessi.
Inoltre dal 2010 ci si è impegnati nella ristrutturazione e nel sostegno ad una scuola, l’Evrim Lisesi di Istanbul, affidata dal governo turco ai salesiani, per offrire a bambini e giovani più poveri e svantaggiati, di varie nazionalità e religioni, l’opportunità di essere formati presso una struttura educativa di qualità. Dopo aver portato a termine la ristrutturazione di ambienti scolastici interni ed esterni, aver introdotto nel curriculum didattico nuovi corsi di lingua inglese e italiana, sono state acquistate nuove attrezzature didattiche per il laboratorio di lingue e sono stati organizzati corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti. Questa iniziativa ha fatto sì che la scuola acquisisse una nuova luce agli occhi dei beneficiari e che aumentasse il numero degli allievi iscritti.
Aggiornato al 2010







