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Scambio Italia-Ghana: in Campidoglio un evento su formazione professionale e lavoro inclusivo nell'ambito del progetto "SEE"

Si è svolto oggi a Roma, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, l'evento "Italy-Ghana Institutional Exchange on Inclusive Vocational Training, Employment Services and Local Partnership", promosso nell'ambito del progetto "SEE – Sustainable Education and Entrepreneurship: towards an equitable and inclusive VET ecosystem" (AID 013244/10/4), finanziato dalla Cooperazione Italiana e avviato lo scorso ottobre.

L'appuntamento si inserisce in una tre giorni di scambio istituzionale tra Italia e Ghana, coordinata dalla direzione Relazioni Internazionali di Roma Capitale nell'ambito del progetto, che ha portato a Roma una delegazione della CTVET, la Commissione ghanese per l'istruzione e la formazione tecnica e professionale. Si tratta del primo scambio realizzato tra Roma Capitale e le istituzioni ghanesi nell'ambito di un progetto nato per rispondere ad alcune criticità che ancora oggi frenano la formazione tecnico-professionale in Ghana: la disoccupazione giovanile, l'accesso limitato a un'istruzione di qualità, la persistenza di stereotipi di genere e il disallineamento tra le competenze insegnate e quelle richieste dal mercato del lavoro.

Dopo l'apertura da parte del Consigliere diplomatico del Sindaco di Roma Capitale, Fabio Sokolowicz e alle relazioni della delegazione ghanese, sono intervenuti all'evento il Direttore dell'AICS, il Direttore delle Politiche di cooperazione allo sviluppo in Africa del MAECI, una rappresentanza dell'Ambasciata ghanese in Italia, l'Ambasciatore del Ghana presso la Santa Sede, i rappresentanti di Roma Capitale competenti in materia di formazione professionale e lavoro e la presidente del VIS. Dagli interventi sono emersi non solo gli obiettivi del progetto SEE, ma anche l'importanza di mantenere solido il legame tra due Paesi — o meglio, tra due città, Roma e Accra — che pur nelle loro differenze si somigliano per la concentrazione di giovani, vulnerabilità, opportunità e disuguaglianze che le attraversano.

I temi al centro della discussione sono stati i giovani, la formazione professionale, il lavoro inclusivo e l'imprenditorialità, con un filo conduttore chiaro: il percorso che porta dalla scuola all'università e poi a un lavoro stabile ha senso solo se, lungo la strada, si acquisiscono anche competenze tecniche.

"Crediamo nella cooperazione che mette le persone al centro. Quest'anno il VIS compie quarant'anni. Quarant'anni accanto ai Salesiani di Don Bosco, che della formazione professionale hanno fatto una vocazione molto prima che diventasse una priorità delle agende internazionali. E in quarant'anni abbiamo imparato che formare bene non basta. Servono qualità, un ecosistema che funzioni e il coraggio di fare impresa", ha dichiarato la Presidente del VIS Michela Vallarino.

Anche il Direttore dell'AICS Marco Riccardo Rusconi, ricordando l'importanza della partnership tra Italia e Ghana avviata nel 2004 e rafforzata da iniziative come il progetto "SEE", si è soffermato sulla necessità di una formazione di qualità, capace di colmare la distanza tra l'offerta di lavoro e le competenze delle future lavoratrici e dei futuri lavoratori.

Il progetto "SEE", che vede il VIS come capofila di un partenariato che riunisce il Don Bosco Youth Network West Africa, la E4Impact Foundation, il WACWISA/University for Development Studies, i Salesiani per la Formazione Professionale (CNOS-FAP), la Fondazione E.35 e Roma Capitale, conferma ancora una volta come parlare di giovani, formazione, accesso al lavoro e autoimprenditorialità significhi, in fondo, parlare di dignità — e della volontà di costruire società più inclusive.