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Betlemme: la luce di un forno, il profumo del pane, un Natale diverso

Il mio nome è Basma Giacaman vengo da Beit-Sahour.

Faccio parte dell’Unione delle Donne Arabe di Beit-Sahour, un’organizzazione femminista fondata nel 1956 che porta avanti diverse attività. Vorremmo ringraziare i Salesiani per il loro contributo nel fornire gratuitamente il pane a 21 famiglie a Beit-Sahour attraverso l’Unione delle Donne Arabe. So che potrebbe sembrare irrilevante fornire pane gratuitamente. In realtà, per una famiglia che non ha reddito, questo aiuta a coprire le spese giornaliere e può fare la differenza nelle grandi famiglie: 6 pagnotte per una famiglia di sei persone è una buona forma di assistenza. Conosco una mamma che viene a prendere il pane due volte a settimana, perché abitano lontano da qui. Lei e suo marito in questo momento sono disoccupati, vivono in affitto e hanno un membro della famiglia con una disabilità fisica. Grazie alla fornitura gratuita di pane hanno potuto utilizzare i loro soldi per poter provvedere ad altre necessità.

Prima della pandemia più di un quarto della popolazione palestinese viveva al di sotto della soglia di povertà e si stima che quest’anno le famiglie bisognose siano aumentate del 30%. La comunità salesiana, presente a Betlemme dal 1891, cerca di supportare la popolazione locale, in particolare i giovani, sia cristiani sia musulmani, che vivono con le loro famiglie in condizioni di vulnerabilità, disagio e marginalizzazione.

Il forno salesiano di Betlemme da 130 anni dona gratuitamente pane ai più bisognosi. La campagna Pane per Betlemme punta ad aumentare in questo momento difficile il numero di beneficiari del pane.

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