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Meeting di Rimini 2026, il VIS al padiglione internazionale con il panel sulla mobilità professionale Africa–Europa

Il 25 agosto il VIS è stato protagonista di un evento nell’area internazionale gestita dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al Meeting di Rimini, dove era presente anche con uno stand.

"Formazione senza frontiere. Europa e Africa, competenze in movimento” è il titolo della conferenza moderata dal direttore di Askanews, Gianni Todini, che ha presentato il modello dei Salesiani e del VIS per l’integrazione socio-professionale di cittadini di Paesi terzi, sviluppato attraverso reti internazionali e partenariati con istituzioni, imprese e società civile. Questo modello si fonda sul fatto che al centro vi è la persona, accompagnata in un percorso tra Paese di origine e di destinazione che comprende orientamento, formazione, upskilling, mobilità internazionale e inserimento lavorativo, nel rispetto della libertà di scegliere se partire o rimanere, partendo sempre da un rafforzamento delle competenze in loco.

Un approccio win-win tra Italia e Africa che coniuga sviluppo dei territori e risposta ai fabbisogni del mercato del lavoro. Attraverso le voci dei suoi protagonisti — istituzioni, imprese, operatori e destinatari — si è cercato di raccontare il modello a partire da una domanda di fondo: come si costruisce una mobilità che non sottragga risorse ai Paesi di origine, ma li rafforzi, rispondendo al tempo stesso ai fabbisogni reali del mercato del lavoro europeo?

Ad aprire il panel è stato il video messaggio Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che durante il Meeting ha anche visitato lo stand del VIS. Tra relatori del panel Mario Nava, Direttore Generale della Employment, Social Affairs and Inclusion – European Commission, anch’egli presente in visita allo stand del VIS, che ha analizzato la attuale situazione socio-economica e spiegando che sulla base dei dati mancano 100 milioni di lavoratori, domani ne mancheranno 200 milioni. “Il punto centrale – ha affermato – rimangono le competenze e come fare per incrociare domanda e offerta di lavoro”. Sull’importanza delle competenze si è soffermata anche Cecilia Coccia, grants manager International Centre for Migration Policy Development (ICMPD).

Al panel è intervenuto don Elio Cesari, presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS) che ha spiegato come per il mondo salesiano la risposta allo scenario internazionale abbia come orizzonte l’educazione, “intesa come investimento nel talento, nella formazione e nell’educazione, che è la risposta generale integrale e integrata all’emergenza”. Questo è possibile “perché i Salesiani sono radicati nei territori, vivono con i giovani e per i giovani. Don Bosco Tech Africa, ad esempio, gestisce 98 centri di formazione professionale distribuiti in 30 paesi. Recentemente è stato avviato un percorso che seleziona 200 giovani in africa e offre formazione per l’inserimento nel mondo del lavoro. Questa azione diventa un laboratorio di futuro e di pace”.

Un auspicio sottolineato anche da Riccardo Di Stefano, vice presidente per l'Education e l'Open Innovation di Confindustria, che ha espresso gratitudine al VIS e alle organizzazioni salesiane e ha sottolineato che le risorse umane sono l’elemento più complesso da sviluppare, poiché richiedono una visione di lungo termine e ricordando che c’è un bisogno vitale di attrarre giovani qualificati in istituzioni serie e affidabili, anche tramite la formazione trans-nazionale di talenti che può contribuire a superare il gap demografico precedentemente menzionato.

Ivan Toscano, senior project manager del VIS, ha spiegato che è necessario costruire un progetto educativo incentrato sul giovane migrante che fornisca le competenze necessarie sia per trovare lavoro sia per leggere i cambiamenti sociali e la realtà in cui lavorano. “Come VIS, insieme ai Salesiani, stiamo lavorando in Italia e nei Paesi terzi in partnership con policy makers, rappresentanti del mercato, enti del terzo settore, scuole e centri di formazione professionale per garantire la presa in carico del destinatario durante tutte le fasi del suo processo di integrazione socio lavorativo”.

La necessità di superare la narrazione dicotomica securitaria/paternalistica e di incrociare i bisogni delle aziende con i flussi migratori sono stati al centro dell’intervento di Daniele Albanese, CEO and Co-Founder di People Gateway, che ha auspicato un maggior coinvolgimento dei territori e degli enti del terzo settore nella definizione dei flussi di ingresso. Don Alejandro José León Mendoza, missionario salesiano in Medio Oriente, ha portato l’esperienza sul campo descrivendo l’impatto sui giovani e sulle comunità locali in termini di nuove opportunità, riduzione della migrazione irregolare, rafforzamento del tessuto produttivo locale.

A questo link è possibile vedere la registrazione dell’evento: https://www.youtube.com/live/CyYBZYot1UY

Credits photo: Meeting Rimini