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Emergenza Burundi, il VIS e Fondazione Museke intervengono nel campo di Makombe

Nel campo di transito di Makombe, in Burundi, ci sono 1.700 persone in fuga dagli scontri nell’est della Repubblica Democratica del Congo, che sono ripresi lo scorso dicembre.

Sono stati censiti circa 1.050 bambine e bambini tra 0 e 11 anni, 300 ragazzi e ragazze tra 12 e 17 anni e 350 persone adulte, in prevalenza donne.

Il campo è stato creato nel 2021 come struttura temporanea di accoglienza, ma continua a rimanere sovraffollato a causa dell’arrivo di nuovi rifugiati.

Tra le persone presenti vi sono sia rifugiati di origine ruandese – fuggiti dal Ruanda nel 1994 e successivamente dalla Repubblica Democratica del Congo verso il Burundi – sia rifugiati congolesi arrivati nel dicembre 2025, a seguito dei combattimenti nella pianura del Ruzizi e alla presa della città di Uvira.

I campi permanenti del Paese sono attualmente saturi e molti rifugiati restano nel centro di transito. Diverse organizzazioni umanitarie sono intervenute nel campo per fornire servizi essenziali, tra cui assistenza sanitaria, accesso all’acqua e distribuzione di cibo. Tuttavia, negli ultimi mesi alcune attività fondamentali sono state sospese, lasciando scoperte importanti aree di protezione per bambini, giovani e donne. Ora le famiglie ricevono un solo pasto al giorno, molti non dispongono di una tenda propria e i servizi igienici e le docce sono insufficienti.

Mancano inoltre attività educative e spazi sicuri per i più piccoli, mentre donne e ragazze non ricevono più kit mestruali e servizi di ascolto.

Per questo il VIS, insieme alla Fondazione Museke di Brescia, vuole intervenire subito con azioni concrete per le persone più vulnerabili. Tra le attività previste vi sono la distribuzione quotidiana di un pasto caldo nutriente per i bambini più piccoli, la distribuzione di kit mestruali per donne e ragazze, la creazione di spazi sicuri con attività ludiche ed educative per i bambini e la formazione dei leader della comunità che possano sensibilizzare sui diritti dei minori e sulla salute sessuale e riproduttiva dei giovani.

L’obiettivo è rafforzare la protezione dei bambini e delle donne e offrire sostegno a una comunità che, nonostante le difficoltà, continua a dimostrare resilienza e capacità di convivenza.

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