Palestina: quando la scuola diventa libertà per quaranta bambine e bambini
Quaranta bambine e bambini hanno finalmente iniziato a frequentare la loro nuova scuola a Khallet Taha, nel sud della Cisgiordania. Un traguardo importante in un contesto complesso, dove fino a ieri gli studenti erano costretti a percorrere fino a cinque chilometri al giorno per accedere all’istruzione.
La scuola è stata realizzata nell’ambito del progetto “Juzoor – Una scuola per la libertà”, promosso dal VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo insieme ad alcune associazioni piemontesi - la Scuola di Pace “Toni Lucci” di Bra, la Consulta giovanile di Bra, la Rete cuneese per la Palestina e con il Patrocinio del Comune di Bra, oltre ad una rete di partner italiani e palestinesi.
L’iniziativa ha mobilitato oltre 500 donatori, raccogliendo più di 120.000 euro e trasformando la solidarietà in un risultato concreto.
La struttura comprende quattro aule, uno spazio per l’infanzia, servizi e un cortile interno: un ambiente semplice ma essenziale, che garantisce ai bambini un luogo sicuro dove studiare e crescere.
La scuola è molto più di un edificio e rappresenta una scelta chiara: investire nell’educazione come strumento di dignità, protezione e futuro.
Il progetto guarda già avanti, con nuovi interventi previsti, tra cui supporto psicologico, assistenza pediatrica e la costruzione di una seconda scuola nell’area di Yatta.
L’inaugurazione, infatti, non è un punto di arrivo, ma un inizio. Il progetto Juzoor si amplia e diventa un nuovo progetto: la scuola Aisha Khalil, nel distretto di Yatta (governatorato di Hebron), in Area C, vicino alle colline di Masafer Yatta.
Una porta aperta In un tempo segnato dalla violenza, a Khallet Taha si è scelto di costruire. Oggi quella scelta ha quaranta volti, quaranta bambini che entrano nella loro nuova scuola. Un luogo nato dalle donazioni, ma soprattutto dal cuore, dall’impegno e dalla presenza di tutte e tutti noi.
