Salta al contenuto principale
Anno avvio attività nel Paese: 2015
Anno riconoscimento governativo: 2016
Operatori espatriati nel 2019: 2

Ghana

Siamo presenti in Ghana dal 2015. Il Paese vive problematiche relative alla migrazione irregolare che cerchiamo di arginare tramite la campagna Stop Tratta. Cooperiamo specialmente ad Accra e nella Brong Ahafo Region, puntando sulla formazione professionale, specialmente in ambito agricolo sull’utilizzo di tecniche di coltivazione innovative per il contesto, come le serre (greenhouse).


Sin dal nostro arrivo, riguardo la migrazione abbiamo portato avanti una ricerca su differenti gruppi target: i migranti di ritorno e i potenziali migranti, tra cui gli households (gruppi di famiglie) e i giovani vulnerabili. Da qui si sono sviluppate le idee progettuali, come le campagne di sensibilizzazione ed i progetti di sviluppo in loco, che includono la formazione professionale, l’inserimento socio-professionale e la promozione della migrazione regolare.

Grazie ai finanziamenti pubblici e privati siamo intervenuti nei seguenti settori d’intervento:

1. Ambiente

Attraverso l’introduzione delle greenhouses (serre) quale strumento agricolo innovativo che permette al contadino di coltivare in ambiente protetto anche piante non autoctone come pomodoro e peperoncino, riusciamo anche ad operare in modo sostenibile. Non dovendo usare pesticidi e concimi in campo aperto evitiamo di attuare la coltivazione slash and burn (taglia e brucia) che depaupera la foresta e la sua biodiversità, contribuendo alla perdita di ossigeno e all’innalzamento della temperatura globale.
 

2. Educazione, formazione e inserimento socio-professionale

Abbiamo identificato decine di migranti di ritorno e giovani vulnerabili della Brong Ahafo Region, tra Sunyani, Berekum e Kranka, che sono stati inseriti in un percorso di formazione professionale in agricoltura organica.
In passato abbiamo attivato un sostegno economico tramite microcredito, che ha permesso ai migliori progetti presentati dai corsisti di usufruire di finanziamenti per i loro business plan, così da riuscire finalmente ad accedere al mercato del lavoro.

3. Migrazioni e sviluppo

Con la campagna Stop Tratta puntiamo a contribuire a ridurre i flussi migratori irregolari attraverso la creazione di opportunità di sviluppo e lavoro soprattutto nella Brong Ahafo Region, la più colpita dal fenomeno della migrazione.
Riguardo informazione e sensibilizzazione agiamo soprattutto nelle scuole superiori, negli oratori e centri giovanili. In passato, ad esempio, abbiamo elaborato un gioco di ruolo teso a mostrare ai bambini e ragazzi come sarebbe il viaggio migratorio, permettendo loro di comprendere i rischi legati alla migrazione irregolare.

4. Rafforzamento delle Organizzazioni della società civile (OSC) e degli altri attori dello sviluppo

Il bisogno di rafforzare le OSC ci ha incoraggiato a impegnarci nello sviluppo delle realtà salesiane che si occupano della promozione e sviluppo di nuovi progetti per le fasce più vulnerabili.
Abbiamo sviluppato un networking con tre enti internazionali (IOM, EU, Ambasciata Italiana), due religiosi (la diocesi di Sunyani e quella di Techiman) e cinque enti locali il GIS – Ghana Immigration Service e 4 municipalità della Brong Ahafo Region, consolidando il lavoro svolto negli ultimi anni. Tale network, nato per contrastare la migrazione irregolare tramite la promozione di uno sviluppo sostenibile ha visto la sua formale costituzione attraverso una tavola rotonda tenutasi ad Accra nel 2017 dove il principale risultato è stato una carta d’intenti.

Inoltre abbiamo contribuito alla creazione di due comitati composti da OSC e autorità locali per la promozione dello sviluppo sostenibile.

Obiettivi futuri

Prossimamente continueremo a informare e sensibilizzare sulla tematica della migrazione irregolare, rafforzando gli attori dello sviluppo che abbiamo contribuito a creare negli anni passati, incentrando il nostro intervento sempre sull’agricoltura organica e l’accesso al credito e alla terra per le fasce più vulnerabili della popolazione, ossia i potenziali migranti.

Inoltre, vorremmo presentare nuove proposte progettuali tramite lo Stakeholders Committee costituito dal progetto UE, per dare un più ampio respiro alla nostra programmazione nel Paese e sviluppare una progettualità specifica sulla protezione dell’infanzia ed il contrasto al lavoro minorile.

Priorità tematico settoriali ed Emergenza

Ambiente
Capacity Building
Educazione e Formazione Professionale
Migrazioni
Protezione dell'Infanzia